Case in affitto, a Roma il canone concordato supera il contratto libero: i dati che cambiano il mercato

Claudia Barina a Casa Radio: «Per aumentare l’offerta di case in affitto bisogna restituire fiducia ai proprietari e costruire un sistema più equilibrato»

Il mercato delle locazioni nella Capitale sta vivendo una trasformazione profonda. Cambiano le esigenze abitative, cresce la richiesta di flessibilità, si affermano nuove formule contrattuali e i proprietari sono chiamati a confrontarsi con un contesto economico e normativo sempre più complesso.

È questo il quadro emerso durante l’evento “Roma riparte dalla proprietà immobiliare”, organizzato da Confedilizia di Roma il 18 giugno scorso e dedicato all’analisi del Rapporto Immobiliare 2026 dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

A pochi giorni dall’iniziativa, l’Avvocato Claudia Barina, Presidente di Confedilizia di Roma, è intervenuta ai microfoni di Casa Radio, ospite della trasmissione “Bricks and Music” condotta da Paolo Leccese ed Emiliano Cioffarelli, per approfondire i principali risultati del report e commentare le prospettive del mercato romano degli affitti.

Un mercato che non è più quello di dieci anni fa

Secondo quanto emerso dall’analisi presentata da Confedilizia di Roma, il primo dato significativo riguarda il cambiamento strutturale del mercato delle locazioni.

«Le forme contrattuali si evolvono perché evolvono le esigenze delle persone», ha spiegato Claudia Barina durante l’intervista.

La fotografia scattata dal Rapporto Immobiliare mostra infatti come il contratto libero tradizionale stia progressivamente perdendo centralità nella Capitale, mentre crescono le formule agevolate e i contratti transitori. Una tendenza che riflette le trasformazioni sociali ed economiche degli ultimi anni: maggiore mobilità lavorativa, nuove esigenze professionali, nuclei familiari più dinamici e una crescente richiesta di flessibilità abitativa.

I numeri raccontano chiaramente questa evoluzione. Nel 2025 i contratti agevolati 3+2 registrati a Roma hanno raggiunto quota 27.304, in crescita rispetto ai 26.337 dell’anno precedente, mentre i contratti a canone libero continuano il loro graduale ridimensionamento.

Roma capitale del canone concordato

Uno dei temi centrali affrontati durante l’intervista riguarda il ruolo sempre più rilevante del contratto a canone concordato. Dal report emerge che oltre la metà dei contratti registrati nella Capitale appartiene oggi all’area delle locazioni agevolate. Un dato che conferma come Roma rappresenti ormai un vero laboratorio nazionale delle nuove locazioni. Secondo la Presidente di Confedilizia di Roma, il successo del canone concordato deriva dalla sua capacità di creare un punto di equilibrio tra esigenze apparentemente contrapposte.

Per il proprietario significa poter beneficiare della cedolare secca al 10%, di riduzioni fiscali e di una maggiore prevedibilità del rendimento dell’investimento immobiliare.

Per l’inquilino significa invece accedere ad abitazioni con canoni più sostenibili e maggiori garanzie di stabilità.

«Il contratto concordato non è più una nicchia», ha sottolineato Barina, evidenziando come il sistema degli accordi territoriali abbia contribuito a costruire nella Capitale un modello che oggi viene osservato con interesse anche in altre realtà italiane.

Quanto costa vivere in affitto a Roma

L’analisi dei dati OMI consente anche di comprendere meglio l’andamento dei canoni nella Capitale. Secondo le elaborazioni presentate da Confedilizia di Roma, il canone medio mensile per i contratti ordinari di lungo periodo si attesta a 1.082,70 euro. Per i contratti ordinari transitori il valore medio è di 875,60 euro, mentre il canone concordato di lungo periodo registra una media di 979,55 euro mensili. I contratti agevolati transitori e per studenti universitari si collocano invece intorno ai 935,75 euro mensili.

Numeri che dimostrano come il canone concordato riesca a rappresentare un’alternativa concreta e sostenibile sia per chi offre sia per chi cerca una casa in affitto.

Le criticità che frenano il mercato

Durante l’intervista ai microfoni di Casa Radio, Claudia Barina ha dedicato ampio spazio anche alle criticità che continuano a pesare sul mercato romano delle locazioni.

Tra i principali fattori di preoccupazione per i proprietari figurano l’elevata pressione fiscale, i tempi della giustizia nei procedimenti di rilascio degli immobili, il rischio di morosità e l’incertezza normativa. Elementi che incidono direttamente sulle decisioni di chi possiede un immobile e valuta se immetterlo o meno sul mercato.

Secondo Confedilizia di Roma esiste infatti una correlazione diretta tra percezione del rischio e disponibilità di alloggi in locazione.

Quando i proprietari ritengono insufficiente il livello di tutela garantito dal sistema, tendono a ridurre l’offerta di immobili destinati all’affitto tradizionale.

Per questo motivo, sostiene l’associazione, il tema della tutela della proprietà immobiliare non riguarda esclusivamente gli interessi dei proprietari ma rappresenta una condizione necessaria per garantire un mercato più efficiente, più trasparente e più accessibile per tutti.

Il ruolo di Confedilizia di Roma

Nel corso dell’intervista, Claudia Barina ha inoltre ribadito la missione che il nuovo Consiglio Direttivo di Confedilizia di Roma intende perseguire nei prossimi anni. L’associazione vuole rafforzare il proprio ruolo di rappresentanza e tutela della proprietà immobiliare, ma anche diventare sempre più un punto di riferimento operativo per accompagnare i proprietari nelle scelte fiscali, contrattuali e gestionali.

L’obiettivo dichiarato è quello di contribuire alla costruzione di un mercato più stabile e sostenibile, favorendo il dialogo con le istituzioni e promuovendo soluzioni capaci di aumentare l’offerta abitativa senza compromettere la sicurezza degli investimenti immobiliari.

La sfida dei prossimi anni

Il messaggio conclusivo lanciato dalla Presidente di Confedilizia di Roma ai microfoni di Casa Radio è chiaro: il mercato delle locazioni continuerà a cambiare e sarà necessario trovare nuovi equilibri tra diritto all’abitare e tutela della proprietà privata.

Le esigenze abitative stanno evolvendo rapidamente, così come stanno cambiando le aspettative di proprietari e inquilini. Per affrontare questa trasformazione serviranno strumenti normativi più moderni, procedure più rapide e un sistema fiscale capace di incentivare l’immissione di nuovi immobili sul mercato.

«Una proprietà tutelata non è un privilegio, ma una risorsa economica e sociale per Roma e per il Paese», è il principio che ha accompagnato l’intero percorso di analisi promosso da Confedilizia di Roma.

Ascolta ora il Podcast:

BRICKS AND MUSIC
Puntata del 22/06/26
In primo piano

Collabora con noi

Promuovi il tuo business con noi!

Siamo proiettati al 100% verso il nostro pubblico che, ci segue e si fida per la nostra straordinaria capacità di scegliere i migliori partners sul mercato.

  • Seleziona categoria

  • Seleziona l'autore