Nel mercato immobiliare italiano l’innovazione non passa soltanto dai portali, dai dati o dai nuovi strumenti di promozione.
Sempre di piu’ si gioca sulla capacita’ di ridisegnare il processo di compravendita, rendendolo piu’ leggibile per il venditore, piu’ competitivo per l’acquirente e meno oneroso, sul piano operativo, per l’agenzia. E’ il nodo emerso nella puntata del 26 maggio di Casa Radio, dove Paolo Leccese ed Emiliano Cioffarelli hanno ospitato Rosa Carretta, CEO di Geriko, piattaforma che propone un modello di asta telematica applicato alla vendita immobiliare privata.
Il punto di partenza e’ una diagnosi che riguarda una parte ampia del settore: la gestione delle offerte continua spesso a muoversi con logiche frammentate, tempi dilatati e un livello di trasparenza percepita non sempre sufficiente. Carretta ha indicato proprio qui l’area su cui intervenire. “Si poteva migliorare l’aspetto della trasparenza”, ha osservato, spiegando che l’obiettivo della piattaforma e’ rimuovere quelle zone d’ombra che, agli occhi di venditori e potenziali acquirenti, finiscono per alimentare dubbi, diffidenze e lentezze decisionali. La proposta di Geriko e’ trasformare quella fase in un perimetro regolato, visibile e tracciabile.
Nel modello descritto in trasmissione, l’agente immobiliare non perde centralita’; al contrario, viene alleggerito nelle attivita’ piu’ meccaniche e ripetitive, quelle che assorbono tempo senza accrescere davvero il valore professionale dell’intermediazione. Carretta ha spiegato che la piattaforma non sostituisce il lavoro di valutazione, relazione e consulenza, ma interviene nella gestione della fase operativa delle offerte e dei rilanci. E’ qui che, secondo la manager, si produce il primo vantaggio competitivo per le agenzie: meno passaggi manuali, meno contatti ridondanti, piu’ capacita’ di concentrare energie sulle attivita’ ad alto contenuto consulenziale.
L’architettura del sistema ruota intorno a tre soggetti: agenzia, venditore e acquirente. Per l’agenzia il beneficio e’ organizzativo e di posizionamento, perche’ l’adozione di uno strumento digitale puo’ differenziare l’offerta rispetto ai metodi tradizionali. Per il venditore il vantaggio e’ la leggibilita’ del processo: “ha finalmente in tempo reale un’idea chiara di che cosa sta succedendo”, ha detto Carretta, sottolineando come la visibilita’ delle offerte riduca i tempi di attesa e renda piu’ lineare il confronto. Per l’acquirente, invece, il punto chiave e’ la consapevolezza: sa in quale contesto si muove, vede l’evoluzione della gara e puo’ decidere se rilanciare senza il peso delle offerte al buio.
Un passaggio particolarmente rilevante, anche sul piano culturale, riguarda la cauzione. La partecipazione all’asta avviene infatti attraverso un versamento preliminare su coordinate dedicate, che abilita l’utente alla fase competitiva. Non si tratta soltanto di un presidio tecnico, ma di un elemento di tutela che sposta la procedura fuori da pratiche ormai meno adatte ai comportamenti correnti della domanda, a partire dall’uso residuale dell’assegno. La cauzione, ha spiegato Carretta, e’ proporzionata al valore dell’immobile e concorre a rendere il sistema piu’ serio, selettivo e trasparente per tutte le parti coinvolte.
Altro elemento di interesse e’ il fattore tempo. Geriko suggerisce aste molto brevi, in genere uno o due giorni, precedute da una fase di iscrizione che segue l’open house e consente agli interessati di valutare se entrare in competizione. L’obiettivo e’ evitare che la trattativa si trascini, cristallizzando in una finestra definita il momento decisionale. In un mercato dove spesso la dispersione dei tempi indebolisce la qualita’ della domanda e complica il lavoro dell’intermediario, la compressione delle tempistiche diventa una leva economica prima ancora che organizzativa.
La conversazione ha toccato anche un tema destinato a pesare sempre di piu’ sulle strategie delle agenzie: il rapporto tra innovazione digitale e ruolo umano. Carretta ha offerto una linea netta, destinata a parlare a un settore ancora prudente verso il cambiamento. “L’intelligenza artificiale la vedo come un alleato, non come qualcosa che sostituisce”, ha detto, aggiungendo di non ritenere l’agente immobiliare tra le figure facilmente rimpiazzabili. Il valore dell’intermediazione, nella lettura emersa a Casa Radio, continua infatti a stare nella capacita’ di interpretare bisogni, gestire relazioni, filtrare i rischi e accompagnare decisioni patrimoniali complesse. La tecnologia, in questa cornice, serve a industrializzare alcune funzioni, non a svuotare il mestiere.
Resta pero’ il tema delle resistenze interne al comparto. Secondo Carretta, la barriera principale non e’ tanto lato cliente quanto lato professionista: la paura di dover imparare un nuovo strumento, di uscire da routine consolidate, di aggiungere complessita’ a un lavoro gia’ intenso. Eppure, anche su questo fronte, la piattaforma rivendica un approccio graduale. “Dal punto di vista tecnico si attiva in una telefonata”, ha spiegato la CEO di Geriko, chiarendo che la formazione richiesta e’ minima e spesso si traduce in pochi incontri online. Inoltre, il sistema non presuppone un’applicazione indistinta: puo’ essere usato come metodo strutturale oppure in modo selettivo, come booster su immobili che si prestano maggiormente a una dinamica competitiva.
Il segnale che arriva dalla trasmissione e’ quindi piu’ ampio della presentazione di un singolo prodotto. Nel real estate si sta aprendo uno spazio sempre piu’ concreto per modelli capaci di combinare trasparenza, velocita’ e standardizzazione senza comprimere il ruolo dell’intermediario. Se questa promessa si consolidera’ nei numeri e nell’adozione, strumenti come Geriko potrebbero contribuire a spostare il baricentro del settore da una gestione ancora artigianale delle offerte verso una filiera piu’ leggibile, piu’ efficiente e meglio attrezzata per dialogare con una domanda che chiede, insieme, controllo e rapidita’.










