Per molto tempo climatizzazione e riscaldamento sono stati raccontati quasi esclusivamente come strumenti di comfort o di risparmio economico. Oggi invece questi sistemi occupano una posizione centrale dentro il dibattito sulla sostenibilità dell’ambiente costruito, perché incidono direttamente sui consumi energetici degli edifici, sulle emissioni climalteranti e persino sulla qualità dell’aria che respiriamo nelle città.
È da qui che prende avvio questa nuova puntata della Special Edition dedicata all’ambiente costruito curata da Marco Mari per Essere e Abitare, ospitando Andrea Grassi, Direttore Marketing di Daikin Italia, in una conversazione che mette al centro non soltanto le tecnologie, ma soprattutto il modo in cui vengono comprese, raccontate e percepite dalle persone.
Perché se da un lato il mercato propone sistemi sempre più evoluti, dall’altro cresce anche la difficoltà di orientarsi tra normative, incentivi, protocolli ambientali e prestazioni energetiche. Una complessità che spesso genera distanza culturale prima ancora che ostacoli tecnici.
Il problema non è la tecnologia, ma la comprensione
Uno dei temi più interessanti emersi dall’intervista riguarda proprio la percezione delle pompe di calore e dei sistemi di climatizzazione evoluti. Secondo Grassi, il problema oggi non sembra essere la tecnologia in sé, quanto piuttosto il modo in cui viene raccontata e compresa dal mercato.
Le persone si trovano improvvisamente davanti a scelte molto più articolate rispetto al passato: caldaia tradizionale o pompa di calore? Sistema ibrido o full electric? In questo scenario, linguaggi troppo tecnici e comunicazioni costruite attorno a parametri specialistici rischiano di aumentare la distanza invece di facilitare la transizione.
Per questo Daikin insiste sempre più sulla necessità di tradurre la tecnologia in esempi concreti, comprensibili e legati alla vita quotidiana delle persone: risparmio in bolletta, comfort abitativo, riduzione dell’inquinamento urbano e miglioramento della qualità dell’aria.
L’Italia e la complessità dell’ambiente costruito
La riflessione si sposta poi sulle peculiarità italiane. Un patrimonio edilizio vastissimo, spesso datato, frammentato e storicamente complesso da riqualificare rende infatti la transizione energetica molto diversa rispetto ad altri contesti europei.
Non si tratta soltanto di introdurre nuove tecnologie, ma di capire come integrarle in edifici esistenti, centri storici, abitazioni stratificate nel tempo e contesti urbani con forti vincoli architettonici.
Da questo punto di vista emerge una visione della transizione non come rottura improvvisa, ma come processo graduale fatto di integrazioni progressive.
Edifici certificati, finanza e nuovi mercati
La conversazione affronta poi il tema della progettazione e del mercato professionale, osservando come la sostenibilità stia diventando sempre più un elemento richiesto anche da investitori, fondi e committenze.
I criteri ambientali minimi, i protocolli energetico-ambientali e i sistemi di rating come LEED, BREEAM o WELL stanno modificando profondamente il modo in cui vengono pensati e valutati gli edifici. Non più soltanto prestazioni energetiche isolate, ma sistemi complessi in cui efficienza, qualità ambientale, salubrità e conformità normativa devono convivere.
Secondo Grassi, questo cambiamento non riguarda più soltanto grandi operazioni finanziarie o progetti iconici, ma sta progressivamente entrando anche nel mercato ordinario.
Governare la complessità senza creare distanza
La parte finale dell’intervista lascia emergere un aspetto che attraversa ormai gran parte del dibattito sulla sostenibilità: la transizione non si gioca soltanto nella disponibilità delle tecnologie, ma nella capacità di costruire fiducia attorno al loro utilizzo.
Produttori, progettisti, installatori, investitori e utenti finali sono chiamati a condividere non soltanto strumenti tecnici, ma anche linguaggi e competenze che permettano alle persone di orientarsi senza sentirsi escluse da una complessità crescente.
La sostenibilità dell’ambiente costruito non riguarda soltanto edifici più efficienti, ma la capacità di rendere innovazione, benessere e qualità dell’abitare realmente accessibili e comprensibili.
Foto di Franz Bachinger da Pixabay
Chi è Marco Mari
Ingegnere e advisor in ambito di sviluppo sostenibile e ambiente costruito, Marco Mari da oltre vent’anni si occupa di strategie e strumenti per la transizione ecologica nel settore edilizio e infrastrutturale. Collabora con istituzioni pubbliche, imprese e organizzazioni internazionali nella definizione di processi di accountability, metriche di impatto e protocolli di sostenibilità. È oggi Advisor di Casa Radio per i temi dello sviluppo sostenibile e dell’ambiente costruito.
Marco è anche co-autore di questo articolo.
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Chi è Andrea Grassi
Andrea Grassi è Direttore Marketing di Daikin Italia. Negli ultimi anni ha lavorato sul posizionamento dei temi legati a climatizzazione, pompe di calore, qualità dell’aria indoor e transizione energetica, contribuendo a tradurre contenuti tecnici complessi in strumenti di comunicazione più accessibili per consumatori, progettisti e mercato. Si occupa in particolare di strategie di comunicazione e diffusione delle tecnologie HVAC legate alla decarbonizzazione degli edifici e all’efficienza energetica.









