Dalle battaglie per l’aborto e l’autodeterminazione delle donne all’impegno per i diritti civili, l’Europa e la giustizia internazionale: una lunga storia politica vissuta sempre in prima linea.
È morta a Roma, all’età di 78 anni, Emma Bonino, una delle figure più riconoscibili e longeve della politica italiana. Storica esponente del Partito Radicale, parlamentare italiana ed europea, ministra e commissaria europea, Bonino ha attraversato oltre mezzo secolo della vita pubblica del Paese, distinguendosi per il suo impegno nelle battaglie per i diritti civili, la libertà individuale e l’emancipazione delle donne.
La sua scomparsa ha suscitato un vasto e trasversale cordoglio nel mondo politico e istituzionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato che saranno predisposti i funerali di Stato.
Dalle battaglie radicali alla scena internazionale
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, nel marzo del 1948, Emma Bonino si laureò in Lingue e letterature moderne all’Università Bocconi. La sua formazione politica maturò negli anni Settanta, nel clima di forte mobilitazione sociale che attraversava l’Italia.
Nel 1975 fondò il Cisa, il Centro di informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto, impegnandosi apertamente nella battaglia per la legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza. In quegli anni l’aborto clandestino rappresentava ancora una drammatica realtà e Bonino scelse di esporsi personalmente, arrivando all’autodenuncia e al carcere.
L’incontro con Marco Pannella segnò una svolta decisiva nella sua vita politica. Con il Partito Radicale avrebbe condotto alcune delle battaglie più importanti della sua lunga esperienza pubblica.
Nel 1976, a soli 28 anni, fu eletta per la prima volta alla Camera dei deputati. Da allora la sua attività politica si sviluppò lungo due direttrici: da una parte le battaglie sui diritti civili e sulle libertà individuali, dall’altra un crescente impegno sul piano europeo e internazionale.
Dall’Europa alle crisi umanitarie
Nel 1995 Bonino arrivò alla Commissione europea guidata da Jacques Santer, assumendo l’incarico di commissaria agli Aiuti umanitari, alla Pesca e alla Politica dei consumatori.
Fu soprattutto attraverso il lavoro nelle aree di crisi che acquisì una forte notorietà internazionale. Dalle guerre nei Balcani alle emergenze nell’Africa dei Grandi Laghi, Bonino si impegnò sul terreno per portare assistenza alle popolazioni colpite dai conflitti e dalle carestie.
Tra le sue battaglie internazionali vi furono anche quelle contro le mutilazioni genitali femminili e a favore della nascita di una giustizia penale internazionale più forte, con il sostegno alla creazione del Tribunale penale internazionale.
Il ritorno alla politica italiana
Bonino tornò poi al centro della politica italiana, ricoprendo diversi incarichi istituzionali.
Fu ministra del Commercio internazionale nel secondo governo Prodi, vicepresidente del Senato e, tra il 2013 e il 2014, ministra degli Affari esteri nel governo guidato da Enrico Letta.
La sua figura, anche al di là degli schieramenti politici, era ormai diventata un punto di riferimento nel dibattito pubblico italiano e internazionale.
La malattia e la nascita di +Europa
Nel 2015 Bonino rese pubblica la sua battaglia contro un tumore al polmone. Anche durante la malattia continuò a rivendicare pubblicamente il diritto alla fragilità, senza però interrompere il proprio impegno politico.
Nel 2017 fu tra i protagonisti della nascita di +Europa, movimento politico fortemente europeista nato con l’obiettivo di rilanciare il progetto europeo e contrastare la crescente affermazione delle forze sovraniste.
Bonino ne rimase una figura centrale fino alle dimissioni dalla presidenza, presentate all’inizio del 2025.
L’ultimo ricovero
Bonino era stata ricoverata il 7 settembre all’ospedale Santo Spirito di Roma a causa di una crisi respiratoria. Dopo un iniziale miglioramento, le sue condizioni di salute sono nuovamente peggiorate.
Nelle ultime ore era stata trasferita dalla terapia intensiva a una struttura privata, secondo quanto concordato tra il suo medico curante e i sanitari del Santo Spirito. Le sue condizioni erano state definite delicate.
Il cordoglio delle istituzioni
Tra i primi messaggi di cordoglio è arrivato quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha riconosciuto a Bonino il ruolo di protagonista della politica italiana.
«Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana», ha affermato Meloni, sottolineando come, pur nella distanza tra le rispettive sensibilità politiche, non fosse mai venuto meno il riconoscimento del suo peso nella vita pubblica nazionale.
Anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha ricordato Bonino come una donna che «non ha mai aspettato che il mondo fosse pronto», scegliendo invece di «andare avanti» e indicare una strada agli altri. Un’eredità, ha sottolineato Metsola, che resterà sia in Italia sia a Bruxelles.
Il ricordo di +Europa
Profondo anche il cordoglio espresso da +Europa, che ha ricordato Bonino come una protagonista della storia politica italiana e internazionale e come una donna capace di trasformare le proprie battaglie personali in campagne per le libertà di tutti.
Dal diritto all’aborto alla lotta contro la fame, dalla difesa dello Stato di diritto alla giustizia internazionale, dalla battaglia contro le mutilazioni genitali femminili alla difesa dei diritti delle donne, il suo percorso politico è stato segnato da un impegno costante sui temi della libertà e dell’autodeterminazione.
Tra i suoi ideali più forti anche quello di un’Europa unita, democratica e federale, sintetizzato nel progetto degli Stati Uniti d’Europa.
La scomparsa di Emma Bonino lascia un vuoto profondo nella politica italiana. Una figura capace di mantenere le proprie convinzioni anche nei momenti di maggiore isolamento, facendo della coerenza e della determinazione i tratti distintivi del proprio impegno pubblico.
Casa Italia Radio esprime le più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici, ai compagni di tante battaglie e a tutte le persone che hanno condiviso con Emma Bonino il lungo percorso politico e civile.
Grazie Emma.








