La piscina non è più soltanto un’immagine da cartolina, un accessorio per ville esclusive o un elemento destinato a pochi.
Oggi entra sempre più nella progettazione della casa contemporanea, si adatta agli spazi, dialoga con il design, con la tecnologia, con il risparmio energetico e con quella nuova domanda di benessere domestico che negli ultimi anni ha trasformato giardini, terrazzi e spazi esterni in vere estensioni dell’abitare.
È questo il cuore dell’intervista a Chiara Tonghini, marketing manager di Fluidra, ospite di Bricks & Music su Casa Radio. Fluidra è un gruppo riconosciuto a livello globale nello sviluppo di prodotti e servizi per piscine residenziali, piscine commerciali, spa, parchi acquatici e fontane. Un mondo che, come ricorda Tonghini, non va letto solo attraverso episodi di cronaca o paure occasionali, ma nella sua dimensione più ampia: quella dell’acqua come elemento di salute, benessere e qualità della vita.
«Nasciamo nell’acqua, è il nostro elemento vitale», afferma Tonghini, ricordando come il nuoto sia tra le attività sportive più praticate e riconosciute per i suoi benefici sull’intero organismo. Piscine e terme accompagnano la civiltà fin dall’antichità, e già i classici conoscevano il valore terapeutico e sociale del bagno. La piscina, dunque, non è un corpo estraneo alla cultura dell’abitare, ma una delle sue forme più antiche e oggi più contemporanee.
Uno dei temi centrali dell’intervista riguarda la differenza tra piscine interrate e piscine fuori terra. Tonghini chiarisce subito che non si tratta di contrapporre un modello all’altro, anche perché Fluidra opera in modo trasversale sul mercato e sviluppa componenti e soluzioni per diverse tipologie di impianti. Tuttavia, nel portafoglio del gruppo c’è anche Piscine Laghetto, brand italiano acquisito nel 2017, con oltre cinquant’anni di storia e specializzato nelle piscine fuori terra di design.
Il vantaggio principale delle piscine fuori terra è evidente: tempi ridotti, installazione più semplice e, in molti casi, minore complessità burocratica. Una mini piscina può essere montata anche in mezza giornata, mentre una piscina fuori terra di dimensioni maggiori può richiedere un paio di giorni. In molte situazioni non sono necessari permessi comunali o provinciali, anche se la stessa Tonghini precisa che occorre sempre verificare i regolamenti locali, soprattutto quando sono previsti basamenti in cemento o installazioni strutturali.
Il tema burocratico resta infatti decisivo. Le piscine interrate, soprattutto se realizzate in cemento armato, richiedono tempi molto più lunghi. Secondo Tonghini, per una piscina tradizionale non si può realisticamente pensare a meno di sei mesi, mentre con strutture prefabbricate, come pannelli in acciaio o casseri, i tempi possono ridursi ma difficilmente scendere sotto i due mesi, ai quali vanno aggiunti gli iter autorizzativi. In alcuni Comuni bastano due mesi, in altri, soprattutto in presenza di vincoli ambientali o richieste di pareri ulteriori, si può arrivare anche a sei mesi.
Il consiglio è chiaro: chi vuole fare il bagno nell’estate successiva dovrebbe iniziare a progettare l’intervento l’anno prima. Chi invece decide ad aprile di volere una piscina già per l’estate imminente dovrà quasi certamente orientarsi verso una soluzione fuori terra.
Altro punto di grande interesse è il valore immobiliare. Tonghini conferma che una piscina interrata può aumentare il valore di una casa in una percentuale stimata tra il 10 e il 20%, a seconda delle caratteristiche della piscina, delle dimensioni, del livello estetico e tecnologico e naturalmente del valore dell’abitazione. È un dato che conferma quanto lo spazio esterno attrezzato sia diventato sempre più rilevante nella percezione del mercato.
La piscina, dunque, non è solo un bene d’uso, ma anche un elemento patrimoniale, aggiunge qualità all’abitazione, rafforza l’attrattività dell’immobile e intercetta una domanda crescente di case capaci di offrire esperienze, non solo metri quadrati.
Molto interessante anche il capitolo dedicato alle mini piscine da terrazzo. Alla domanda se sia possibile installare una piscina di design in soli cinque o sei metri quadrati, Chiara Tonghini risponde positivamente, distinguendo tra spa monoscocca e mini piscine componibili. Queste ultime, in particolare, possono essere trasportate in ascensore, passare attraverso le porte ed essere installate anche su terrazzi urbani. Le dimensioni medie vanno dai due per due ai due per tre metri, quindi perfettamente compatibili con piccoli spazi esterni.
Naturalmente, serve attenzione alla portata strutturale del terrazzo. Una mini piscina alta circa 70 centimetri, con 55 centimetri d’acqua, richiede una verifica tecnica, soprattutto negli edifici meno recenti. Nelle costruzioni moderne la portata è spesso adeguata, ma nelle abitazioni del secolo scorso è sempre opportuno il parere di un ingegnere. Il tema non è secondario: acqua, persone e struttura devono essere valutate con precisione.
La tecnologia rappresenta poi un altro grande asse dell’intervista. Oggi le piscine sono sempre più automatizzate e gestibili da remoto. Le centraline consentono di controllare da smartphone la pompa di filtrazione, la pompa di calore, il riscaldatore, le luci, l’idromassaggio e i principali parametri dell’acqua, come pH e cloro. La piscina diventa così un impianto intelligente, integrato nella quotidianità domestica, più semplice da controllare e più sicuro nella gestione.
Chiara Tonghini conferma anche l’ingresso progressivo dell’intelligenza artificiale nel settore. I reparti di ricerca e sviluppo stanno lavorando su prodotti e applicazioni sempre più intelligenti, capaci di rendere la piscina più efficiente, automatizzata e facile da mantenere.
Infine, il tema energetico. La piscina, ricorda Tonghini, normalmente non incide direttamente sulla classe energetica dell’abitazione, perché è esterna all’edificio. Tuttavia, anche qui la direzione del mercato è chiara: consumare meno energia, meno acqua e meno prodotti chimici. Fluidra sta sviluppando il concetto di piscina a impatto sempre più ridotto, attraverso pompe di filtrazione a velocità variabile, pompe di calore efficienti e sistemi automatizzati di trattamento dell’acqua.
Una pompa di calore per piscina, spiega Tonghini, consuma circa il 20% dell’energia rispetto alle calorie che immette nell’acqua, perché l’80% viene recuperato dal calore dell’aria. Inoltre, il sistema piscina può essere collegato ai pannelli fotovoltaici dell’abitazione, alimentando pompe, riscaldamento e filtrazione con energia rinnovabile.
Il risultato è una nuova idea di piscina: più accessibile, più tecnologica, più sostenibile, più integrata nella casa. Non più soltanto un lusso, ma una componente dell’abitare contemporaneo, capace di unire salute, piacere, progettazione e valore immobiliare.
Il vero cambiamento è culturale. La piscina non è più pensata solo come oggetto da installare, ma come parte di un ecosistema domestico, un luogo d’acqua che dialoga con il giardino, con il terrazzo, con l’efficienza energetica, con la manutenzione intelligente e con il desiderio crescente di trasformare la casa in uno spazio completo di benessere.










