Made in Italy Gate, la nuova sfida di Federitaly: blockchain, AI e certificazione per portare il vero Made in Italy nel mondo

Carlo Verdone presenta a Casa Radio la piattaforma che punta a rivoluzionare l’internazionalizzazione delle PMI italiane: “Non un semplice marketplace, ma una infrastruttura digitale per difendere autenticità, qualità e filiera produttiva”

“Il Made in Italy non può essere soltanto una scritta su un’etichetta”.

È questo, in fondo, il messaggio che attraversa l’intervento di Carlo Verdone, presidente e fondatore di Federitaly, ospite della trasmissione “Bricks & Music” su Casa Radio poche ore prima della presentazione ufficiale di Made in Italy Gate presso UNINT – Università degli Studi Internazionali di Roma. Una piattaforma che nasce con un obiettivo preciso: creare un ecosistema digitale selettivo dedicato esclusivamente alle aziende certificate, capace di collegare le eccellenze italiane ai buyer internazionali in maniera strutturata, trasparente e tecnologicamente avanzata.

L’evento romano del 6 maggio 2026 rappresenta per Federitaly un passaggio strategico importante. Moderato dal giornalista Paolo Leccese, direttore editoriale di Casa Radio, l’incontro ha riunito rappresentanti del mondo accademico, economico e imprenditoriale per presentare un progetto che punta a ridefinire il concetto stesso di promozione del Made in Italy nei mercati globali.

“È un progetto che chiude un cerchio”, spiega Carlo Verdone ai microfoni di Casa Radio. “Abbiamo iniziato con iniziative per la promozione del Made in Italy a livello internazionale, abbiamo realizzato la certificazione 100% Made in Italy e adesso diamo alle aziende uno strumento pratico e dinamico per essere presenti nei mercati esteri”.

Il presidente di Federitaly insiste subito su un punto fondamentale: Made in Italy Gate non è un semplice marketplace, è una infrastruttura digitale costruita per accompagnare micro e piccole imprese italiane nei mercati internazionali, garantendo autenticità, selezione e posizionamento competitivo.

La piattaforma sarà infatti accessibile soltanto a imprese certificate e a buyer qualificati, verificati direttamente da Federitaly. Importatori, distributori, operatori della GDO e del canale Horeca potranno entrare nella community solo dopo un processo di selezione. È questo uno degli elementi più innovativi del progetto: il filtro non riguarda soltanto chi vende ma anche chi compra. Una doppia selezione che punta a creare relazioni commerciali affidabili e di alto profilo.

“Non è un e-commerce aperto a chiunque”, chiarisce Verdone durante l’intervista. “Abbiamo selezionato migliaia di buyer nel mondo che potranno accedere a una piattaforma dove troveranno esclusivamente aziende realmente italiane”.

Il tema dell’autenticità è il cuore dell’intero progetto. Durante il confronto radiofonico emerge con forza la differenza tra Made in Italy e 100% Made in Italy. Verdone ricorda come in Italia non esista ancora una normativa organica definitiva sul tema, ma richiama la legge 166 del 2009 che identifica il 100% Made in Italy come un prodotto progettato e realizzato integralmente in Italia.

Nel mercato globale il fenomeno dell’Italian Sounding continua infatti a generare miliardi di euro di prodotti che richiamano l’Italia senza alcun reale legame con il territorio nazionale. Un problema enorme soprattutto nei comparti agroalimentare, fashion e design.

Made in Italy Gate vuole rappresentare una risposta concreta a questa distorsione.

“Non ci limitiamo a controllare le carte”, sottolinea Verdone. “Andiamo fisicamente nelle aziende per verificare che le materie prime e i processi dichiarati siano realmente quelli utilizzati”. Un approccio che punta a costruire credibilità internazionale attorno alla certificazione, ed è qui che entra in gioco uno degli aspetti tecnologicamente più avanzati della piattaforma: l’utilizzo della blockchain per il rilascio di certificati NFT permanenti e non falsificabili.

Federitaly rivendica di essere stata tra le prime realtà a utilizzare la blockchain applicata alla certificazione di origine e qualità, trasformando la tecnologia in uno strumento concreto di tutela della filiera italiana.

Ma il progetto guarda anche al futuro dell’intelligenza artificiale. Durante la presentazione ufficiale è stata infatti illustrata “Silvia”, l’assistente virtuale AI della piattaforma, progettata per dialogare con buyer internazionali 24 ore su 24 in più lingue.

Una soluzione che punta a rendere più accessibile l’internazionalizzazione soprattutto alle micro e piccole imprese italiane, spesso prive di strutture commerciali dedicate ai mercati esteri. Ed è proprio alle PMI che Federitaly guarda con maggiore attenzione.

“Questo strumento nasce per le piccole imprese”, ribadisce Verdone durante  “Quelle aziende che non hanno la forza economica per affrontare grandi fiere internazionali o costruire reti commerciali globali”.

La piattaforma sarà infatti accessibile senza costi fissi di ingresso per le aziende certificate, con il solo pagamento di micro royalty sulle vendite effettuate. Un modello pensato per abbattere le barriere economiche all’export e creare opportunità concrete anche per le realtà produttive più piccole, inoltre il percorso di certificazione potrà beneficiare del supporto del Bando Voucher 2026, rendendo ancora più sostenibile l’accesso al sistema.

Made in Italy Gate punta infatti a diventare una piattaforma reputazionale, un’infrastruttura commerciale e un sistema di protezione della qualità italiana.

Non soltanto export dunque, ma una nuova narrazione industriale dell’Italia, in un mondo sempre più dominato da marketplace generalisti, algoritmi e competizione globale, Federitaly prova a rilanciare il valore dell’identità produttiva italiana attraverso una combinazione di tecnologia, certificazione e selezione.

Perché oggi il Made in Italy non ha bisogno soltanto di essere raccontato., ha bisogno soprattutto di essere riconosciuto, verificato e difeso.

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BRICKS AND MUSIC
Puntata del 06/05/26
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