La sostenibilità che passa dall’ascolto: quando il suono diventa relazione con il mondo – Intervista con Dario Giardi

Negli ultimi decenni abbiamo moltiplicato dati, indicatori e strumenti per comprendere la crisi ambientale. Eppure il cambiamento continua a procedere più lentamente di quanto la conoscenza disponibile consentirebbe. Perché? La conversazione con Dario Giardi, responsabile sostenibilità di Confagricoltura e autore del libro E se fosse la musica a salvarci, suggerisce una possibile risposta: il problema non riguarda soltanto ciò che sappiamo, ma il modo in cui entriamo in relazione con ciò che sappiamo. Attraverso il tema dell’ascolto emerge una riflessione più ampia sul rapporto tra sostenibilità, percezione e capacità di sentirsi parte del mondo che abitiamo.

Conoscere non basta

Per molto tempo abbiamo pensato che la sostenibilità fosse soprattutto un problema di conoscenza. Se le persone avessero avuto accesso alle informazioni corrette, avrebbero modificato i propri comportamenti. Eppure oggi disponiamo di dati sul clima, sulla biodiversità e sulle risorse come mai prima d’ora, ma continuiamo a osservare una distanza significativa tra ciò che sappiamo e ciò che facciamo. Forse la conoscenza è necessaria, ma non sufficiente.

La crisi dell’ascolto

Quando Dario Giardi parla di ascolto non si riferisce semplicemente a una funzione sensoriale. Ascoltare significa concedere attenzione a qualcosa che esiste fuori da noi. Significa lasciare spazio alla relazione. La modernità ci ha insegnato a osservare e controllare il mondo, ma forse ci ha reso meno capaci di sentirci parte di esso.

Il rumore che abitiamo

Il rumore non è soltanto un fenomeno acustico. Viviamo immersi in una continua competizione per la nostra attenzione. Informazioni, immagini e notifiche occupano ogni spazio disponibile. La conseguenza è una crescente difficoltà nel distinguere ciò che conta davvero da ciò che è marginale.

I luoghi che non sappiamo più ascoltare

Ogni territorio possiede una propria identità sonora. Attraverso i suoni un ambiente racconta il proprio stato di salute, la presenza della biodiversità e la qualità delle relazioni che lo attraversano. Perdere un paesaggio sonoro significa perdere una forma di conoscenza del territorio.

La memoria che passa attraverso il suono

Il concetto di Memoryscape evidenzia come il suono sia profondamente legato alla memoria. Alcuni suoni riescono a riportarci immediatamente in un luogo, in un tempo e in uno stato emotivo. L’identità di un luogo è fatta anche delle sue tracce sonore.

Sentire prima di capire

La sostenibilità non può essere soltanto una questione di informazioni corrette o comportamenti virtuosi. La conoscenza produce cambiamento soltanto quando riesce a entrare nella nostra esperienza. Per questo il sentire non si oppone al comprendere: ne rappresenta il presupposto. La sostenibilità riguarda anche il modo in cui entriamo in relazione con ciò che ci circonda. E ogni relazione autentica richiede la capacità di ascoltare.

Foto di Ri Butov da Pixabay

 

Chi è Dario Giardi

Dario Giardi è responsabile della sostenibilità di Confagricoltura, dove si occupa di strategie ambientali, transizione ecologica e sviluppo sostenibile applicati al settore agricolo e agroalimentare. Nel corso della sua carriera ha maturato esperienze presso ministeri, enti di ricerca e organizzazioni di rappresentanza, sviluppando una visione interdisciplinare dei temi legati alla sostenibilità.

Accanto all’attività professionale coltiva da anni un interesse per il rapporto tra musica, percezione e ambiente, che lo ha portato ad approfondire i temi dell’ecologia acustica, dei paesaggi sonori e della memoria dei luoghi. È autore del libro E se fosse la musica a salvarci. La memoria dei suoni e la sfida climatica, nel quale esplora il ruolo del suono come strumento di relazione con la natura e come possibile leva per sviluppare una più profonda consapevolezza ecologica.

La sua riflessione si colloca all’incrocio tra sostenibilità, cultura, scienze ambientali e arti, con l’obiettivo di contribuire a una comprensione della crisi ecologica che non coinvolga soltanto la razionalità, ma anche la dimensione percettiva ed emotiva dell’esperienza umana.

 

Ascolta ora il Podcast:

ESSERE E ABITARE | Dario Giardi
Puntata del 25/06/26
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