Le vacanze, ma riusciamo veramente a staccare la spina?
Anni fa le vacanze erano un momento importante per molte persone per fare il bilancio della propria vita, della propria professione, riflettere immaginare scenari diversi per il rientro in città, oggi siamo ancora capaci di fermarci per fare queste riflessioni?
Fermiamoci
Perché andare in vacanza non significa necessariamente staccare. Possiamo essere in spiaggia continuando a controllare email, WhatsApp e notifiche. Possiamo essere lontani dall’ufficio e, mentalmente, restare seduti alla nostra scrivania.
Da coach incontro spesso persone che arrivano alle ferie completamente scariche, convinte che due settimane possano riparare undici mesi vissuti sempre in accelerazione.
Ma forse le vacanze non dovrebbero essere il pronto soccorso di una vita che ci consuma.
C’è anche una questione sociologica. Viviamo in una società che ha trasformato l’essere occupati in uno status. Alla domanda “Come stai?” rispondiamo spesso: “Non ho un minuto”. Quasi con orgoglio,.
Ho l’agenda piena significa: “sono il numero uno” !!! Più lavoro più sono bravo !!! Questa è la vita che molti si sono costruiti, ma è veramente così?
Addirittura abbiamo finito per rendere performante persino il tempo libero: bisogna viaggiare, vedere, fotografare, condividere. Anche il riposo sembra dover produrre qualcosa, dobbiamo postare qualsiasi cosa di quello che facciamo in vacanza, vogliamo essere gratificati, sapete da cosa?
dalla notifica alla nostra foto appena postata, al nostro reel, al numero di cuoricini, al numero di visualizzazioni. BENZINA PER IL NOSTRO CERVELLO !!!
E allora questa estate potremmo provare un piccolo esercizio.
Chiederci:
Cosa voglio lasciare andare?
Cosa voglio continuare a proteggere?
Cosa voglio iniziare al mio rientro?
Le vacanze possono diventare un check-up della nostra vita. Non soltanto un luogo in cui riposarci, ma uno spazio dal quale osservarci con maggiore distanza.
La domanda, quindi, non è soltanto: “Dove andrai in vacanza?”
Forse quella più importante è:
“Come vuoi tornare?”
Più presente? Più selettivo? Con confini più chiari? Con più tempo per te?
Perché se per stare bene abbiamo bisogno di scappare dalla nostra vita per due o tre settimane all’anno, forse il problema non sono le vacanze.
Forse dovremmo iniziare a costruire una vita dalla quale non sentiamo continuamente il bisogno di scappare.
A volte, per andare più lontano, non serve accelerare.
Serve fermarsi e scegliere meglio la direzione.








