Aria malata in casa: muffe, umidità e vizi occulti. Diritti di inquilini e acquirenti, doveri dei proprietari e perché certificare la salubrità conviene

Un alloggio insalubre non è solo un problema di comfort: incide sulla salute degli occupanti, espone a contenziosi legali e deprezza il valore dell’immobile. La legge impone al locatore di consegnare e mantenere l’abitazione in condizioni salubri (con possibili riduzioni del canone o risoluzione del contratto in caso contrario) e tutela l’acquirente contro i vizi occulti nella compravendita, seppur con tempi d’azione stretti. In condominio l’amministratore deve intervenire sulle parti comuni, mentre resta estraneo alle singole unità. Oltre alle tutele ex post, una certificazione preventiva della qualità dell’aria indoor può ridurre i conflitti, valorizzare gli immobili e proteggere davvero chi li abita.

Quando si acquista o si affitta un immobile, si presume che sia un luogo sicuro anche con riferimento all’aria che respiriamo.

Purtroppo, non è sempre così. Il tema della salubrità degli ambienti interni è sempre più centrale ed i vizi occulti che compromettono la salute degli occupanti – come muffe, infiltrazioni, umidità o persino la presenza di materiali nocivi – sono tra le principali cause di contenzioso nel settore immobiliare.

L’alloggio salubre non è solo una questione tecnica o estetica, ma di dignità e benessere.

L’abitazione insalubre è quella che non garantisce un livello minimo di sicurezza per chi la abita e che può causare problemi fisici come allergie e problemi respiratori, oltre ad incidere sul benessere mentale.

Un alloggio insalubre non danneggia però solo la salute: gli immobili con questi problemi perdono infatti valore, risultando difficili da affittare o rivendere, e diventano spesso oggetto di cause legali.

Cosa prevede la Legge per conduttori ed acquirenti: Nel contratto di locazione il proprietario (locatore) ha l’obbligo di consegnare e mantenere l’immobile in buone condizioni di abitabilità e salubrità. Se l’alloggio è insalubre, il conduttore può chiedere interventi di ripristino, una riduzione del canone o, nei casi più gravi, la risoluzione del contratto ed il risarcimento del danno.

Nella compravendita, invece, se l’immobile viene venduto in condizioni insalubri non dichiarate, si configura un potenziale vizio occulto. L’acquirente può agire per l’annullamento del contratto o per la richiesta di risarcimento danni, tuttavia in tempi molto stretti.

Attualmente, il quadro normativo offre tutele principalmente ex post, cioè a danno avvenuto, laddove la problematica potrebbe essere risolta attraverso una certificazione preventiva della qualità dell’aria indoor che potrebbe ridurre il contenzioso, valorizzare gli immobili certificati salubri e tutelare davvero la salute degli occupanti.

Con riferimento al Condominio, l’Amministratore non ha competenza sulla gestione privata delle singole unità, per quanto è opportuno che collabori per risolvere la vicenda, ma deve intervenire prontamente se il problema riguarda le parti comuni.

Abitare un immobile è un diritto inteso non solo come spazio fisico, ma anche come luogo che deve proteggere la salute e il benessere di chi lo vive.

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DIRITTO DI ABITARE
Puntata del 05/11/25
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