Adnkronos lancia “Demografica”: un’analisi approfondita sul declino demografico italiano e le sue implicazioni sociali ed economiche

Fabio Insenga: “Italiani consapevoli, non si fanno figli per le condizioni economiche”

Il vicedirettore di ADNKRONOS, Fabio Insenga, è intervenuto ai microofoni di Casa Italia Radio, nella rubrica Bricks and Music, condotta da Paolo Leccese ed Emiliano Cioffarelli, per presentare la nuova iniziativa promossa dalla testata che rappresenta, DEMOGRAFICA. un nuovo progetto editoriale che ha l’obiettivo di mettere la produzione giornalistica al servizio di un dibattito che tenga insieme gli aspetti politici, sanitari, sociali ed economici del tema

Fabio Insenga,  ha spiegato che il progetto mira a esplorare il fenomeno demografico da diverse prospettive, poiché influenza l’economia, la società e molte altre sfere della vita quotidiana, come le abitazioni e il mercato immobiliare. Attualmente, l’Italia registra meno di 400.000 nascite all’anno, e i dati indicano che questo numero sarà ancora più basso nel 2023, è per questo necessario prendere coscienza della situazione reale per procedere a porre in atto misure a sostegno delle famiglie che abbiano  implicazioni positive sia sotto l’aspetto demografico, sociale ed economico.

L’INTERVISTA:

Paolo Leccese: Oggi parliamo di un tema che che riguarda tutti, parliamo di demografia. A che punto siamo in questo Paese? Siamo davvero un Paese vecchio, dove non nascono più bambini? Questo cosa vuol dire in termini assoluti? Chi lavorerà per paghare le pensioni del futuro? Chi pagherà il debito pubblico di questa nazione? ADNKRONOS ha promsso un’iniziativa, dal nome DEMOGRAFICA, per aprire tavoli di discussione sul tema nelle istituzioni e non solo, abbiamo in collegamento il Vicedirettore di Adnkronos, Fabio Insenga, benvenuto.

Fabio Insenga: Grazie. Buongiorno a tutti.

Paolo Leccese: Ci racconti brevemente cos’è questa iniziativa promossa da ANDKRONOS.

Fabio Insenga: Demografica è un grande progetto lanciato per indagare da tutti i punti di vista il fenomeno. Dall’attuale trend demografico dipende la nostra economia, dipende il nostro assetto sociale, dipendono tante delle cose che facciamo incluso tutto quello che riguarda l’abitare e la scelta rispetto alle abitazioni ed il mercato immobiliare. Insomma tantissimo di quello che facciamo si muove intorno alla demografia. Quest’anno siamo scesi sotto le 400.000 nascite annuali. Il trend guardando i primi tre mesi dell’anno ci dice che il dato 2023 sarà ancora più basso. Insomma, bisogna partire dalla presa di coscienza che si fanno meno figli di prima e che si fanno meno figli di quanto sarebbe necessario per tenere un equilibrio da un punto vista demografico e, come dicevo, conseguentemente da un punto di vista sociale ed economico. Però siamo convinti che del tema bisogna occuparsi in maniera corretta separando accuratamente quelle che sono le notizie, i fatti, da quelle che sono le strumentalizzazioni e siamo convinti che vada fatto con un approccio molto rigoroso. Bisogna partire dai numeri, bisogna capirli, spiegarli, bisogna imparare a raccontare i numeri con cui entriamo in contatto. Questo è quello che abbiamo fatto con l’evento di lancio la scorsa settimana del progetto Demografica. Il progetto Demografica sarà un sito internet dedicato, collegato al portale di AdnKronos, in cui confluisce tutta la nostra produzione giornalistica sul tema. E come dicevo un tema ampio e con tutti gli strumenti disponibili perché è una piattaforma multimediale multicanale. Quindi testo, video, podcast, eventi, eventi live, webinar insomma tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per approfondire da tutti i punti di vista disponibili il tema. Abbiamo iniziato a farlo con l’evento e l’abbiamo fatto con l’approccio che vogliamo tenere per tutto il progetto Demografica. Quindi siamo partiti da una prima sessione in cui abbiamo chiesto a Istat, Bankitalia, rappresentanti del mondo accademico, di indicarci dove siamo e da dove partiamo. Abbiamo commissionato a MG, un interessante sondaggio. Vi dò tre numeri giusto per inquadrarlo. E’ un sondaggio che ci dice che c’è una forte consapevolezza da parte degli italiani che esiste un problema demografico perché ben otto italiani su dieci si sono detti consapevoli del problema. Il 76% degli italiani si è detto molto o abbastanza preoccupato per questo trend e l’altro elemento importante che emerge è su quali siano le cause del fatto che si facciano meno figli? Le prime cinque risposte in ordine di grandezza sono tutte risposte che hanno a che fare con la sfera economica. Dagli stipendi troppo bassi al costo della vita troppo alto alla carenza di servizi. E qui insomma sono indicazioni importanti anche per i decisori politici perché si possano in qualche modo iniziare a incidere sul trend demografico e si possono trovare delle soluzioni che possono contribuire a iniziare a invertire questo trend. Questa è stata in parte la nostra giornata poi è andati avanti approfondendo la questione da un punto di vista più sanitario per quanto riguarda gli aspetti della salute da un punto vista delle politiche per la famiglia per quanto riguarda Governo enti locali e poi abbiamo coinvolto anche le imprese perché siamo convinti che le imprese siano un fattore fondamentale sia in termini di parità di genere sia per quanto. Che possono fare cultura aziendale per contribuire a creare delle condizioni migliori rispetto a quelle che abbiamo oggi.

Paolo Leccese: Fabio ma il trend demografico attuale crea sicuramente vantaggi a qualcuno e svantaggi a qualcun’altro. Sapresti individuarli?

Fabio Insenga: Domanda impegnativa, ma provo a rispondere in maniera sintetica. È un tema che riguarda tutti. Innanzitutto perché quando parliamo del trend demografico dobbiamo pensare a due fattori fondamentali, uno è l’ invecchiamento della popolazione, che comporta una serie di conseguenze anche in termini di servizi di assistenza e di priorità oserei dire e soprattutto è bene sottolineare che anche se da domani mattina in improvvisamente il trend demografico cambiasse, per avere nuovi nati lavoratori dovremo aspettare fisiologicamente 20 o 25 anni. Insomma il tema è importante. La mutazione di queste condizioni comporta anche delle conseguenze per i vari mercati ad esempio per le banche l’accesso al credito è sicuramente uno dei temi che si collega alla scelta di fare non fare un figlio, ma anche la copertura assicurativa rispetto alle malattie che chiaramente cambiano con l’aumento della dell’aspettativa di vita. Il tema fondamentale è che però non si possono prendere decisioni strutturali definitive perché ci si augura che questo non sia un trend irreversibile perché altrimenti i problemi poi si allargano da tutti i punti di vista immaginabili, a partire dai fondamentali dell’economia e quindi vengono immediatamente in mente le pensioni o il debito pubblico, quindi è un trend che incide in questo momento ma che va affrontato, va compreso ma che va anche migliorato.

Paolo Leccese: La politica si è espressa positivamente rispetto a questa iniziativa, c’è stata addirittura una dichiarazione del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, proprio a supporto di di questa iniziativa. Quanto questa intenzione di starvi vicino è limitata al momento del lancio e quanto invece sarà costruttiva quotidianamente nei mesi a venire?

Fabio Insenga: Questa è una domanda importante e cerco di dare una risposta articolata. È fondamentale l’appoggio delle delle istituzioni, dal mondo della politica e del Governo perché sono le persone che hanno in mano la possibilità di decidere. Quindi è fondamentale che un’iniziativa del genere su un tema del genere sia sostenuta dal Governo. Questo Governo in particolare ha fatto della natalità e dell’aspetto demografico un tema rilevante all’interno della propria proogramma di politica economica. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha mandato un lungo messaggio importante in cui ha preso una posizione piuttosto netta, ma sul tema è intervenuto la Ministra della famiglia Roccella, ma anche il Ministro della Salute Schillaci, il viceministro dell’Economia, Leo, parlando degli aspetti fiscali legati alla famiglia e ai figli.

Paolo Leccese: Quindi Fabio possiamo dire che al momento le istituzioni sono presenti.

Fabio Insenga: Assolutamente presenti! Dico un’altra cosa però fondamentale perché, proprio per l’impostazione del nostro progetto, il tema demografico non può essere un tema di parte quindi, prendiamo assolutamente il sostegno del Governo ma va affrontato il tema da tutti i punti di vista perché è importante che non solo la maggioranza di governo, ma tutto il mondo politico e la società civile partecipino ad un progetto del genere. Cito sinteticamente il contributo di Linda Laura Sabbadini, che fino a pochi giorni fa era direttore centrale dell’Istat e si occupa di demografia da sempre, una persona molto impegnata sul tema, che ha evidenziato, intervenendo, una cosa molto vera e cioè che questo è un problema strutturale che si somma ad altri problemi strutturali perché quando si parla di giovani e di donne, si parla di problemi che vanno oltre l’aspetto della demografia e quindi bisogna anche interpretarlo in questo modo e sforzarsi di trovare soluzioni che siano più strutturali possibile. Da questo appello parto per dire che più condivisione c’è rispetto alla necessità all’importanza di parlare di questi temi di capirli e di provare a trovare delle soluzioni e meglio è.

Paolo Leccese: Fabio qual è il futuro di questo progetto?

Fabio Insenga: L’aspettativa è alta da tutti i punti di vista. Sintetizzando, partiamo dai dati, partiamo dai fatti e dalle notizie e poi allarghiamo la discussione il più possibile, rendendola più aperta e più plurale possibile e con un obiettivo preciso quello di porre più domande possibile ai nostri interlocutori e di porci più domande possibili. Sembra banale dirlo, ma è l’unica strada che il giornalismo ha per rendersi utile. Quindi facciamo domande e cerchiamo di ottenere risposte, cerchiamo di capirne il più possibile e cerchiamo, per quanto è nelle nostre possibilità, di stimolare quel dibattito che serve a individuare possibili soluzioni su un tema che deve necessariamente coinvolgere tutti. È una di quelle cose da cui non ci si può sottrarre quindi parliamone, capiamo e facciamo. Importante è dire che saremo anche molto rigorosi nell’andare a verificare se quello che viene detto viene poi fatto. Il primo appuntamento è la prossima legge di bilancio, lì dentro andranno messi provvedimenti per fare cose e andremo a verificare cosa c’è realmente di utile per invertire il trend demografico.

Paolo Leccese: Bene. Grazie Fabio insenga, Vice direttore di AdnKronos per essere stato con noi stamattina.

Fabio Insenga: Grazie a voi.

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Rico Conte
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