L’economista, ospite nel “Buongiorno Italia”, fa il punto sul quadro politico ed economico, dalla parziale reintroduzione delle preferenze, alla tenuta dell’economia italiana, dalle difficoltà della Germania ai nuovi equilibri geopolitici mondiali.
Carlo Cottarelli, economista, editorialista e politico italiano, noto anche come “Mr. Spending Review”, è intervenuto ai microfoni di Buongiorno Italia, la trasmissione di Casa Radio condotta dal direttore Giovanni Lacagnina. Nel corso dell’intervista, Cottarelli ha affrontato diversi temi di attualità politica ed economica, dalla reintroduzione delle preferenze alla situazione dell’economia italiana, fino ai nuovi equilibri geopolitici internazionali.
La reintroduzione delle preferenze
Prima di analizzare la situazione economica del Paese, Cottarelli ha commentato l’approvazione in Senato della norma sulla reintroduzione delle preferenze.
«Sono a favore di una più ampia e completa reintroduzione delle preferenze», ha spiegato l’economista, sottolineando però che quella approvata rappresenta una reintroduzione soltanto parziale.
Secondo Cottarelli, all’interno della maggioranza di governo Fratelli d’Italia era favorevole a un intervento più ampio, ma la proposta sarebbe stata condizionata dalle posizioni di Lega e Forza Italia.
La campagna “Quanto mi costa?”
Cottarelli ha poi parlato dell’iniziativa promossa insieme alla Fondazione Luigi Einaudi, attraverso la campagna e petizione “Quanto mi costa?”.
L’obiettivo, ha spiegato, è rilanciare un disegno di legge che introduca la massima trasparenza sui programmi elettorali dei partiti politici, permettendo ai cittadini di conoscere con maggiore chiarezza i costi delle proposte contenute nei programmi.
«Abbiamo già raccolto 85 mila firme e speriamo di poter presentare alle Camere questa iniziativa», ha dichiarato Cottarelli.
L’economia italiana e l’inflazione
L’economista ha quindi analizzato la fase economica che sta attraversando l’Italia, evidenziando alcuni elementi positivi.
«La buona notizia è che non siamo sui livelli di inflazione che avevamo nel 2022», ha osservato Cottarelli. L’inflazione, secondo quanto riferito nel corso dell’intervista, è salita al 3,3%, registrando comunque un aumento considerato relativamente contenuto.
Cottarelli ha inoltre sottolineato come la Banca Centrale Europea abbia aumentato il costo del denaro e ha osservato che l’area dell’euro sta mostrando una crescita superiore rispetto a quella degli Stati Uniti.
«Tutto sommato l’economia sta crescendo rapidamente», è stata la sua valutazione.
Il voto in Germania e la crescita dell’AfD
Nel corso dell’intervista non è mancato un commento sulla vittoria elettorale dell’AfD in Germania, interpretata da Cottarelli anche alla luce delle difficoltà dell’economia tedesca.
«L’economia tedesca non sta andando benissimo», ha spiegato, ricordando che la crescita nell’arco di tre anni e mezzo è stata soltanto dello 0,5% e che, nei mesi precedenti, il Paese aveva registrato una fase di decrescita.
La Germania, tradizionalmente abituata a tassi di crescita più elevati, avrebbe risentito in particolare della perdita del gas russo a basso costo.
Secondo Cottarelli, le difficoltà economiche e la prospettiva di una ripresa ancora incerta hanno contribuito a favorire il consenso nei confronti dell’AfD.
Dall’11 settembre alla nuova sfida tra Stati Uniti e Cina
In occasione del venticinquesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre, Cottarelli ha allargato l’analisi agli enormi cambiamenti che hanno interessato l’economia mondiale negli ultimi decenni.
Uno degli elementi più significativi è stata la straordinaria crescita della Cina, che ha visto aumentare in maniera considerevole la propria capacità di esportazione.
«La Cina adesso è una superpotenza insieme all’America e oggi abbiamo due superpotenze», ha osservato Cottarelli.
Un nuovo equilibrio che, secondo l’economista, rende molto più complessa la gestione degli scenari geopolitici internazionali: «È diventata più complicata la gestione geopolitica con due superpotenze».
Il premio di Trump agli elettori
Infine, Cottarelli ha commentato la proposta di Donald Trump relativa a un premio di 5.000 dollari agli elettori in caso di vittoria.
Secondo l’economista, l’iniziativa potrebbe essere interpretata come una vera e propria strategia di comunicazione politica.
«Secondo me Trump sa che la Camera dei rappresentanti non riuscirà a vincere e quindi è una sorta di campagna elettorale gratis per raccogliere voti in più», ha concluso Cottarelli.








