Nel mondo delle professioni, soprattutto in quelle tradizionalmente percepite come rigide, conflittuali e fortemente competitive, qualcosa sta cambiando.
Cambia il linguaggio, cambia il rapporto con il cliente, cambia soprattutto il valore attribuito alle relazioni umane. E se per anni l’immaginario collettivo ha associato la figura dell’avvocato a toni severi, conflitti accesi e approcci autoritari, oggi sempre più professionisti stanno riscrivendo le regole della leadership, puntando su ascolto, empatia e gentilezza professionale.
È questo il tema affrontato su Casa Radio, con l’avvocato Alfredo Martucci Schisa, professionista attivo nei settori societario, bancario e assicurativo, da anni impegnato nella promozione di un approccio “people first” all’interno della propria attività professionale. L’intervento ha posto l’attenzione su un fenomeno sempre più evidente: nelle professioni contemporanee non basta più essere preparati tecnicamente, le persone chiedono attenzione, ascolto, comprensione, vogliono sentirsi accolte e accompagnate, soprattutto quando affrontano momenti delicati della propria vita personale, economica o professionale.
La rivoluzione silenziosa delle professioni
Negli ultimi anni il mercato del lavoro e il mondo delle professioni hanno attraversato una trasformazione profonda. La digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, l’automazione dei processi e la crescente pressione sulle performance hanno modificato radicalmente il rapporto tra professionista e cliente.
In questo scenario, il valore umano torna improvvisamente centrale.
Non è un caso che termini come “empatia”, “ascolto attivo”, “leadership gentile” e “intelligenza emotiva” siano ormai entrati stabilmente nel lessico manageriale e professionale. Un cambiamento che riguarda aziende, manager, consulenti, medici e naturalmente anche il mondo legale. Durante la trasmissione, Paolo Leccese ha sottolineato proprio questo aspetto: quando si pensa a un avvocato, il primo pensiero corre inevitabilmente alla competenza tecnica, alla conoscenza delle norme e alla capacità di difendere i diritti. Ma esiste un’altra dimensione, meno raccontata, che riguarda il modo in cui la professione viene esercitata.
Secondo Alfredo Martucci Schisa, la capacità di ascolto rappresenta un elemento “fondamentale” per comprendere realmente il problema del cliente e instaurare un rapporto produttivo e di fiducia. Un concetto apparentemente semplice, ma che oggi assume un valore strategico.
Dall’autoritarismo all’empatia: il cambio di paradigma
Per decenni il professionista autorevole è stato identificato con un modello quasi militaresco: decisionismo, durezza, distacco emotivo. Un paradigma che il cinema e le serie televisive hanno contribuito ad alimentare, soprattutto nel racconto della figura dell’avvocato. Eppure, secondo Martucci Schisa, quell’idea appartiene ormai al passato.
“Quello dell’autoritarismo come simbolo dell’efficacia è un retaggio”, spiega il legale durante l’intervista.
Il suo studio ha scelto di adottare un approccio dichiaratamente “people first”, mettendo cioè la persona al centro del rapporto professionale. Una scelta che, a suo dire, si è rivelata non soltanto eticamente corretta ma anche estremamente efficace dal punto di vista professionale e relazionale. Le recensioni dei clienti, in particolare nella sede di Milano dello studio, premiano proprio la capacità di instaurare un rapporto umano, rispettoso ed empatico. Il dato interessante è che questo modello non viene percepito come una forma di debolezza. Al contrario.
Gentilezza non significa debolezza
Nell’immaginario comune, essere gentili viene spesso associato a una minore capacità di imporsi. Come se la fermezza dovesse necessariamente passare attraverso rigidità, aggressività o conflitto.
Martucci Schisa ribalta completamente questa impostazione. “La fermezza e la gentilezza non sono assolutamente elementi in contrasto”, afferma con decisione.
Anzi, nella sua esperienza trentacinquennale nei tribunali, l’approccio duro e spigoloso avrebbe prodotto spesso effetti negativi persino nel rapporto con i magistrati. Secondo il professionista, un atteggiamento rispettoso e composto facilita invece il dialogo, migliora la qualità delle relazioni e contribuisce persino a raggiungere risultati più efficaci nelle controversie. È un passaggio culturale enorme, perché introduce un principio nuovo: la leadership professionale non nasce dalla paura che si incute, ma dalla fiducia che si costruisce.
Il conflitto si gestisce, non si alimenta
L’attività legale vive inevitabilmente di tensioni, controversie, incomprensioni e interessi contrapposti. Ma proprio per questo, sostiene Martucci Schisa, diventa fondamentale imparare a governare i conflitti senza esasperarli.
“Affrontare i conflitti con rispetto distende gli animi e aiuta a ottenere risultati”, spiega il legale.
Non solo nei confronti delle controparti, ma anche all’interno degli studi professionali, nei rapporti tra colleghi e collaboratori. Il conflitto, in fondo, è una componente inevitabile di qualsiasi ambiente umano. La differenza la fa il modo in cui viene affrontato. Questa riflessione si inserisce perfettamente nel dibattito contemporaneo sulla sostenibilità relazionale nelle organizzazioni. Sempre più aziende stanno comprendendo che ambienti tossici, competitività esasperata e leadership aggressive producono costi enormi in termini di produttività, motivazione e benessere psicologico.
La gentilezza, quindi, smette di essere soltanto un valore etico e diventa una vera strategia organizzativa.
Il ruolo di Assogentile e la cultura delle relazioni
Durante la trasmissione si è parlato anche di Assogentile, l’associazione che promuove la cultura della gentilezza come valore sociale, professionale ed economico. Martucci Schisa ha raccontato di aver aderito al progetto quasi come fosse “un segno del destino”, proprio nel periodo in cui il suo studio stava ridefinendo la propria identità attorno all’approccio “people first”.
L’associazione nasce con l’obiettivo di creare una rete di professionisti e aziende accomunati dalla volontà di mettere le relazioni umane al centro del lavoro. Non un semplice esercizio di cortesia, ma un vero cambio di paradigma culturale.
I giovani e il futuro delle professioni
“La fortuna conta forse per il venticinque per cento. Il resto è frutto dell’impegno”, ha spiegato Martucci Schisa. Ma dietro questa affermazione emerge anche un altro messaggio: oggi le competenze tecniche da sole non bastano più. Le nuove generazioni di professionisti dovranno essere preparate, certamente, ma anche capaci di comunicare, ascoltare, mediare e costruire relazioni solide. In altre parole: dovranno essere competenti e umani allo stesso tempo.
La gentilezza come vantaggio competitivo
La gentilezza non è più un elemento accessorio, sta diventando una competenza strategica. Le professioni stanno cambiando perché stanno cambiando le aspettative delle persone, i clienti non cercano soltanto competenza tecnica. Cercano fiducia, chiarezza, presenza, ascolto. E questo vale non solo per gli avvocati, ma per qualsiasi professionista: medici, consulenti, manager, agenti immobiliari, imprenditori, comunicatori.
In un mondo in cui la tecnologia rende sempre più accessibili informazioni e competenze, il vero valore aggiunto rischia di essere proprio quello umano. La capacità di ascoltare davvero, di comprendere, di accompagnare, di costruire relazioni autentiche.
Forse è proprio questa la nuova frontiera della leadership contemporanea: unire competenza e umanità, risultati e rispetto, performance e relazioni, perché il futuro delle professioni potrebbe non appartenere a chi alza di più la voce, ma a chi riesce ancora a mettere le persone al centro.









