Roma riparte dalla proprietà immobiliare e lo fa affidando una responsabilità strategica all’avvocato Claudia Barina, nominata nuova presidente di Confedilizia Roma. Una nomina che arriva in una fase delicata per il mercato immobiliare italiano, stretto tra emergenza abitativa, burocrazia crescente, difficoltà nella gestione delle locazioni e necessità di ridefinire il ruolo sociale della casa.
La prima uscita pubblica ufficiale della nuova presidente è avvenuta ai microfoni di Casa Radio, nella rubrica quotidiana condotta da Paolo Leccese ed Emiliano Cioffarelli. Un’intervista ampia, articolata e ricca di spunti, che ha permesso di delineare non soltanto la visione di Claudia Barina per Confedilizia Roma, ma anche il nuovo approccio culturale che il mondo della proprietà immobiliare sta cercando di costruire. L’assemblea nazionale di Confedilizia ha rappresentato infatti un momento di confronto tra politica, istituzioni e rappresentanti del comparto immobiliare. Sul palco si sono alternati esponenti del Governo, tra cui il ministro Matteo Piantedosi, Matteo Salvini e rappresentanti della Commissione Europea, insieme al presidente nazionale di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa.
Proprio le parole di Spaziani Testa hanno aperto il dibattito che ha poi accompagnato l’intervista a Claudia Barina. Un intervento incentrato sulla necessità di ridurre il peso della burocrazia e restituire fiducia ai proprietari immobiliari.
“Il problema italiano non è la mancanza di regole, spesso è vero il contrario. Troppa burocrazia, troppi vincoli, troppa instabilità normativa, troppa sfiducia nei cittadini”, ha dichiarato il presidente nazionale di Confedilizia durante il suo intervento.
Una riflessione che ha trovato piena sintonia nelle parole della neo presidente di Confedilizia Roma.
“La proprietà produce lavoro, sicurezza e sviluppo”
Per Claudia Barina, il tema della proprietà immobiliare non può più essere affrontato con un approccio ideologico o esclusivamente emergenziale. Serve invece una visione sistemica, capace di leggere la casa come un elemento centrale dell’economia urbana e della stabilità sociale.
“Effettivamente è così: la proprietà produce reddito, produce lavoro. Questa è la grande sintesi che dobbiamo perseguire quando parliamo di proprietà immobiliare”, ha spiegato durante l’intervista.
Il riferimento è a un comparto che non riguarda soltanto proprietari e inquilini, ma un intero ecosistema economico composto da amministratori di condominio, tecnici, imprese, professionisti, agenti immobiliari, avvocati, geometri, architetti e operatori finanziari. Secondo Barina, il tema centrale oggi è ricostruire la fiducia dei proprietari, soprattutto rispetto al mercato delle locazioni. Una fiducia che negli ultimi anni si è progressivamente erosa a causa dei tempi lunghi degli sfratti, della morosità e dell’incertezza normativa.
Sfratti e occupazioni abusive: “Ripristinare la legalità non significa colpire i più deboli”
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda proprio il tema della liberazione degli immobili occupati e della gestione degli sfratti. Un argomento spesso divisivo nel dibattito pubblico, ma che Confedilizia intende affrontare da una prospettiva differente.
“Non deve essere vista in accezione negativa la procedura di sfratto, come se fosse un’attività imperiosa del più forte verso il più debole. È esattamente il contrario: significa ripristinare la legalità e la fiducia”, ha sottolineato Claudia Barina.
Secondo la presidente di Confedilizia Roma, garantire tempi certi nel recupero degli immobili significa incentivare i proprietari a rimettere gli appartamenti sul mercato, aumentando l’offerta abitativa e contribuendo indirettamente anche alla riduzione dei canoni di locazione. Un ragionamento che si lega direttamente alle recenti iniziative del Governo sulla velocizzazione delle procedure relative agli immobili occupati abusivamente.
“Se il proprietario sa che, in caso di criticità, può tornare rapidamente in possesso del proprio immobile, allora aumenta la fiducia. E la fiducia genera nuovi immobili sul mercato”, ha aggiunto.
Troppe leggi e poca semplificazione
Nel corso dell’intervista si è affrontato anche il tema della proliferazione normativa che, secondo Confedilizia, rappresenta uno dei principali ostacoli allo sviluppo del mercato immobiliare. Ogni emergenza abitativa o fenomeno urbano sembra infatti produrre nuove leggi, regolamenti, vincoli e restrizioni. Dagli affitti brevi ai B&B, fino alle normative energetiche e condominiali, il settore immobiliare vive da anni in una continua stratificazione normativa.
“Troppa legislazione non aiuta. Serve semplificazione”, ha spiegato Barina, sottolineando come la necessità di un quadro normativo più chiaro e stabile sia oggi una priorità assoluta.
L’auspicio, condiviso anche da Confedilizia nazionale, è arrivare progressivamente a una razionalizzazione delle norme attraverso testi unici e procedure più snelle.
Comunicare l’abitare: il ruolo della divulgazione
Ma l’intervista non si è fermata ai temi normativi. Un ampio spazio è stato dedicato anche alla comunicazione, tema centrale per Casa Radio. Claudia Barina, che conduce la rubrica “Diritto di Abitare” su Casa Radio, ha spiegato quanto sia importante rendere accessibile il diritto immobiliare ai cittadini.
“Il diritto immobiliare sembra spesso un mostro a tre teste, ma in realtà riguarda tutti noi. Tutti abitiamo una casa. Comunicare in maniera chiara significa rendere le persone più consapevoli”, ha dichiarato.
Un approccio che ha portato anche alla nascita dei podcast di Confedilizia su Casa Radio, pensati per divulgare temi giuridici e immobiliari con un linguaggio più semplice e vicino alle esigenze quotidiane dei proprietari.
La nuova missione di Confedilizia Roma
Guardando al futuro, Claudia Barina ha delineato con chiarezza le direttrici che guideranno il lavoro di Confedilizia Roma nei prossimi anni, una sfida che la stessa presidente definisce “complessa ma entusiasmante”.
L’obiettivo sarà innanzitutto difendere il valore della proprietà privata come elemento centrale della stabilità economica, sociale e familiare. Ma non solo. Barina punta anche a costruire una rete territoriale più forte, capace di mettere in connessione proprietari, amministratori, professionisti tecnici e operatori immobiliari.
“Dobbiamo creare nuove opportunità per i proprietari, per gli amministratori, per gli agenti immobiliari e per tutti i professionisti del settore. Serve un ecosistema immobiliare che cresca con forza e autorevolezza”, ha spiegato.
Particolare attenzione sarà dedicata anche ai temi della sostenibilità, della sicurezza e della valorizzazione sociale della casa, in linea con le trasformazioni che stanno interessando il patrimonio immobiliare italiano.
Il valore culturale della casa
Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda proprio il concetto di casa come elemento culturale e sociale. Secondo la Presidente Barina, la casa non può più essere vista soltanto come bene economico o investimento finanziario. È uno spazio relazionale, identitario e urbano. Per questo la nuova presidenza di Confedilizia Roma vuole lavorare anche sul piano culturale, rafforzando il rapporto con il territorio e promuovendo una maggiore consapevolezza sui diritti e doveri legati alla proprietà immobiliare.
Ed è proprio qui che entra in gioco la comunicazione: spiegare, informare, creare cultura dell’abitare.
Una nuova stagione per il patrimonio immobiliare romano
La nomina di Claudia Barina arriva in un momento cruciale per Roma. La Capitale vive oggi una fase di forte trasformazione urbana, tra rigenerazione, crescita del turismo, nuove esigenze abitative e tensioni sul mercato degli affitti. La città si confronta con problematiche strutturali che vanno dalla scarsità di offerta abitativa alla gestione del patrimonio edilizio esistente, passando per sicurezza, sostenibilità energetica e semplificazione burocratica.
In questo scenario, il ruolo di Confedilizia Roma potrebbe diventare strategico non soltanto per i proprietari immobiliari, ma per l’intero ecosistema urbano. La sfida sarà riuscire a coniugare tutela della proprietà privata, innovazione e responsabilità sociale.
Un percorso che Claudia Barina sembra voler affrontare puntando su tre leve precise: semplificazione, comunicazione e costruzione di reti professionali. La sensazione emersa dall’intervista è quella di una Confedilizia Roma pronta a posizionarsi non soltanto come associazione di tutela, ma come soggetto attivo nel dibattito sul futuro dell’abitare, e in una città complessa come Roma, dove il tema della casa continua a essere uno dei principali nodi economici e sociali, questa potrebbe essere una delle partite più importanti dei prossimi anni.









