L’apertura della prima puntata del 2026 del salotto del coach su Casaradio ha avuto un tono disteso e umano, come spesso accade quando il dialogo precede l’analisi. Qualche battuta personale, un accenno al clima invernale, e poi subito il passaggio al cuore della trasmissione: un confronto lucido e concreto sullo stato di salute del tessuto economico milanese e italiano.
Ospite della puntata è stato Andrea Painini, Presidente di Confesercenti Milano e Vicepresidente nazionale di ANAMA. Una presenza autorevole, chiamata non solo a raccontare il presente, ma anche a offrire una lettura retrospettiva del 2025 e uno sguardo prospettico sull’anno appena iniziato.
Il 2025: un anno complesso ma rivelatore
Nel corso della conversazione è emersa con chiarezza la complessità del contesto economico vissuto nel 2025. Un anno caratterizzato, soprattutto nella sua prima fase, da forti preoccupazioni legate all’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, fattori che hanno inciso in modo significativo sui margini delle piccole e medie imprese.
Andrea Painini ha sottolineato come, nonostante il dinamismo del territorio milanese e la continua nascita di nuove attività, i dati sulla mortalità delle imprese restino preoccupanti. Molte startup nascono con entusiasmo, ma faticano a superare i primi anni di vita. Un fenomeno che impone una riflessione profonda non solo sulle condizioni di mercato, ma anche sulla preparazione imprenditoriale di chi avvia un’attività.
Tra i temi più critici emersi: la pressione fiscale, le incertezze legate al sistema pensionistico e l’impatto delle tassazioni locali, elementi che continuano a pesare sulla sostenibilità delle imprese di prossimità.
Le difficoltà degli esercenti e il nodo della programmazione
Il dialogo ha poi toccato le sfide quotidiane degli esercenti commerciali, dalle questioni legate alla sicurezza – in particolare durante i mesi estivi – al tema simbolico ma concreto delle “porte aperte” dei negozi, che rappresentano al tempo stesso accoglienza e vulnerabilità.
Quando ho chiesto quali fossero gli errori più ricorrenti riscontrati tra gli associati, la risposta di Painini è stata netta: la mancanza di una reale programmazione a medio-lungo termine. Troppe imprese restano ancorate alla gestione dell’emergenza quotidiana, senza una visione strategica capace di guidare scelte, investimenti e posizionamento.
Immobiliare e formazione: un settore chiave per l’economia
Uno spazio rilevante della trasmissione è stato dedicato al settore immobiliare, riconosciuto da entrambi come uno dei pilastri dell’economia italiana. Nonostante le incertezze macroeconomiche, il comparto continua a mostrare segnali di vitalità, anche grazie all’ingresso di giovani operatori e a nuove dinamiche di mercato.
In questo contesto, il ruolo delle associazioni di categoria, come ANAMA, diventa sempre più centrale nel portare istanze normative aggiornate ai tavoli istituzionali. Le attuali normative di riferimento, infatti, risalgono alla fine degli anni ’80 e appaiono sempre meno adeguate a descrivere la complessità del mercato odierno.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema della formazione degli agenti immobiliari. La legge del 1989 prevede un percorso abilitante di 150 ore, con esami spesso severi, ma entrambi gli interlocutori hanno concordato su un punto fondamentale: la formazione continua non è un’opzione, ma una necessità. È l’unico strumento per garantire qualità professionale, tutela del consumatore e credibilità dell’intero settore.
Uno sguardo al 2026
In chiusura, nonostante le incertezze globali e le trasformazioni in atto, inclusa l’intelligenza artificiale, ancora in fase esplorativa per molti ambiti commerciali , il 2026 è stato descritto come un anno di possibile stabilità. Un tempo utile per consolidare, ripensare i modelli organizzativi e investire in competenze.
Un messaggio chiaro emerge dall’intervista: il futuro non si subisce, si costruisce. E passa, oggi più che mai, dalla capacità di fare sistema, programmare e formarsi continuamente. Una sfida che riguarda imprese, professionisti e territori, chiamati a evolvere insieme.









