Ci sono momenti in cui un museo ridefinisce la propria identità e il proprio ruolo nella società. È ciò che sta accadendo al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dove la direttrice Luana Toniolo sta guidando una profonda trasformazione istituzionale e culturale. Archeologa, studiosa e divulgatrice, nominata direttrice nel maggio 2024, Toniolo ha avviato un percorso di rinnovamento che coinvolge spazi, linguaggi e modalità di fruizione, con l’obiettivo di rendere il museo sempre più accessibile, inclusivo e aperto al dialogo con pubblici diversi.
Durante la trasmissione, la direttrice ha ribadito un principio fondamentale della museologia contemporanea: il patrimonio culturale deve essere fruibile da tutti. Un’affermazione che a Villa Giulia si traduce in azioni concrete: nuovi allestimenti, strumenti digitali, percorsi inclusivi e una costante attenzione all’accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale. L’obiettivo è avvicinare il pubblico più giovane senza rinunciare al rigore scientifico che da sempre caratterizza il museo.
Questa visione si inserisce in un programma di valorizzazione più ampio, che ha già prodotto risultati significativi. Tra questi spicca il nuovo allestimento della Collezione Castellani, una delle raccolte più importanti al mondo dedicate all’oreficeria antica e al collezionismo ottocentesco. Un patrimonio straordinario che oggi si presenta al pubblico attraverso un percorso rinnovato, capace di restituire tutta la complessità e il fascino di una collezione che ha contribuito a costruire il mito degli Etruschi nell’Europa moderna.
Accanto al riallestimento delle collezioni, Villa Giulia sta vivendo una stagione di rinascita che interessa l’intero complesso monumentale: dalla riattivazione del Ninfeo con il ritorno delle acque dell’Acquedotto Vergine alla progressiva riapertura degli spazi storici e alla valorizzazione del patrimonio archeologico del territorio.
Una trasformazione che porta la firma della direttrice Luana Toniolo, protagonista di una visione museale capace di coniugare rigore scientifico, accessibilità e apertura al pubblico.
Ma il momento più significativo di questa nuova stagione sarà inaugurato il prossimo 25 giugno: l’arrivo della Tomba François, una delle più importanti acquisizioni dello Stato italiano degli ultimi decenni.
Scoperta nel 1857 a Vulci dall’archeologo Alessandro François, la tomba è celebre per il suo eccezionale ciclo pittorico, considerato tra le più alte espressioni della pittura etrusca. Le sue pareti raccontano miti greci reinterpretati in chiave etrusca, episodi legati alle origini di Roma e scene che testimoniano la complessità culturale del Mediterraneo antico. Tra queste spicca la celebre raffigurazione di Macstarna, identificato da alcuni studiosi con Servio Tullio, figura che ancora oggi alimenta il dibattito sulle profonde relazioni tra Etruschi e Roma.
Dopo la scoperta, le pitture vennero staccate dalle pareti e rimasero in collezioni private per quasi centosettant’anni. Lo Stato italiano tentava di acquisirle già dal 1921: un progetto rimasto incompiuto per oltre un secolo, fino a oggi.
Come ha raccontato Luana Toniolo, l’acquisizione della Tomba François è stata il risultato di un lavoro lungo e complesso, al quale la direttrice ha dedicato oltre due anni di intenso impegno istituzionale e scientifico. Un percorso fatto di dialogo con gli eredi, collaborazione tra istituzioni e una visione condivisa del patrimonio come bene comune.
L’arrivo permanente della Tomba François a Villa Giulia rappresenta dunque molto più di un successo museale: è la restituzione alla collettività di un capolavoro fondamentale per la storia italiana ed europea. Un’opera che, dopo quasi due secoli di vita privata, torna finalmente a essere patrimonio di tutti.
La mostra inaugurale sarà inoltre caratterizzata da un forte orientamento all’accessibilità, con tavoli tattili, contenuti in Lingua dei Segni Italiana e strumenti di mediazione pensati per pubblici diversi. Ancora una volta, la tecnologia non sostituisce il patrimonio, ma lo rende più vicino, più comprensibile e più condiviso.
L’esperienza raccontata da Luana Toniolo mostra come la direzione di un museo possa incidere profondamente sulla sua identità e sul suo rapporto con la società. A Villa Giulia, il cambiamento passa attraverso una visione che unisce tutela, ricerca, accessibilità e partecipazione, restituendo al patrimonio culturale una funzione viva e condivisa.









