Romeo: “Federalismo, sicurezza e coerenza politica, così riparte la Lega del dopo Vannacci”.

Il Presidente dei Senatori della Lega, Massimiliano Romeo, è intervenuto ai microfoni di Buongiorno Italia su Casa Radio per fare il punto su alcuni dei principali temi al centro del dibattito politico nazionale, soffermandosi in particolare sul caso Vannacci, sul confronto interno al centrodestra e sul decreto sicurezza dopo le correzioni richieste dal Quirinale.

Affrontando lo strappo tra la Lega e il generale Roberto Vannacci, Romeo ha chiarito la posizione del partito, sottolineando come la decisione dell’ormai ex eurodeputato leghista sia stata del tutto autonoma.
«Vannacci ha deciso di andarsene e ne prendiamo atto. Con lui c’è stato un percorso politico condiviso: ha dato un contributo importante alla Lega, in particolare in occasione delle elezioni europee. Tuttavia, nel tempo sono emerse divergenze sostanziali su alcune delle nostre posizioni politiche».

Tra i principali punti di distanza, il Capogruppo al Senato ha indicato la politica estera e, in modo particolare, il conflitto in Ucraina. «Su questo tema, così come su altri aspetti rilevanti della nostra linea politica, non c’è stata convergenza. Abbiamo iniziato a esprimere critiche rispetto a quello che ritenevamo un atteggiamento eccessivamente bellicista da parte di Vannacci, un’impostazione che sembrava privilegiare lo scontro militare piuttosto che il dialogo e la ricerca di soluzioni diplomatiche».

Una posizione che Romeo ha definito «chiara, coerente e in linea con la storia e la cultura politica della Lega», ma che non è stata condivisa dal generale, portando così alla separazione delle strade.

Secondo il Presidente dei Senatori della Lega, l’uscita di Vannacci può comunque trasformarsi in un’occasione politica per il partito guidato da Matteo Salvini:
«La Lega va avanti con la propria linea e può cogliere questo momento per rivedere, rafforzare e rendere ancora più riconoscibile il proprio messaggio politico, tornando con maggiore decisione sui temi che da sempre ci contraddistinguono».

Romeo ha quindi richiamato i capisaldi storici del movimento: «Federalismo, autonomia, attenzione ai territori, alle famiglie e ai ceti produttivi, ma anche i temi sociali concreti, come il carrello della spesa e il potere d’acquisto dei cittadini, oggi messo seriamente a dura prova dall’aumento del costo della vita e dall’inflazione».

A questi temi si affianca il capitolo sicurezza, definito «centrale e irrinunciabile per la Lega», con un chiaro riferimento alle proposte simbolo del segretario Matteo Salvini, a partire dal blocco navale per il contrasto all’immigrazione irregolare. «Parliamo di problemi reali e di soluzioni concrete, che i cittadini ci chiedono da tempo», ha ribadito Romeo.

Nel corso dell’intervista, il Capogruppo leghista si è soffermato anche sul pacchetto sicurezza, recentemente oggetto di modifiche dopo le osservazioni del Presidente della Repubblica. Commentando alcuni episodi di cronaca, tra cui la scarcerazione di tre picchiatori, Romeo ha assunto toni particolarmente duri:
«Non si può essere indulgenti con certa gente. Parliamo di terroristi e delinquenti: basta indulgenza, serve maggiore fermezza e certezza della pena».

Sul decreto sicurezza, Romeo ha spiegato che la Lega è in attesa della sua definitiva approvazione, auspicando un impianto normativo più incisivo e realmente efficace:
«Vogliamo norme che rendano più efficace l’azione delle forze dell’ordine e garantiscano pene più certe per chi delinque. Non servono annunci o slogan, ma strumenti concreti che permettano allo Stato di far rispettare la legge».

Tra le misure previste nel provvedimento, Romeo ha citato il rafforzamento della videosorveglianza, un maggiore controllo sull’utilizzo e sul possesso di coltelli e armi improprie, norme più stringenti contro l’occupazione abusiva delle abitazioni e procedure più rapide per lo sgombero delle case occupate illegalmente. «È necessario un intervento più deciso sul fronte della sicurezza urbana e della lotta al degrado, per restituire tranquillità ai cittadini», ha sottolineato.

Rispondendo infine alle perplessità espresse dal Presidente del Senato Ignazio La Russa sulle correzioni richieste dal Quirinale, Romeo ha riconosciuto la legittimità del ruolo di garanzia esercitato dal Capo dello Stato:
«Il vaglio del Presidente della Repubblica sui profili di incostituzionalità è giusto e doveroso». Tuttavia, ha aggiunto, «in Italia in alcune occasioni si rischia di eccedere con il garantismo, finendo per penalizzare la sicurezza e la tutela dei cittadini onesti».

In chiusura, Romeo è tornato nuovamente sul caso Vannacci, lasciando aperta la porta a possibili sviluppi futuri:
«È ancora prematuro parlarne – ha sottolineato – ma non escludo che in prospettiva possa esserci un confronto politico tra la Lega e un eventuale partito guidato da Vannacci».

Un dialogo che, secondo il Presidente dei Senatori leghisti, potrebbe avvenire «nell’interesse del centrodestra», con l’obiettivo di rafforzare la coalizione e individuare nuove forme di collaborazione politica in vista delle prossime scadenze elettorali.

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