L’avvocato Romolo Reboa, vicepresidente del Comitato Nazionale per il Sì al prossimo referendum sulla riforma della giustizia, è intervenuto nel programma “Buongiorno Italia” di Casa Radio, condotto dal direttore Giovanni Lacagnina, per illustrare le ragioni del sostegno alla riforma e affrontare alcuni dei temi più discussi del dibattito pubblico.
In apertura dell’intervista, Reboa ha commentato la posizione del magistrato Nicola Gratteri, esprimendo un chiaro dissenso rispetto alle sue recenti dichiarazioni contrarie alla riforma.
Secondo il vicepresidente del Comitato per il Sì, infatti, la posizione espressa da Gratteri rappresenterebbe un cambiamento rispetto alle opinioni manifestate in passato. «In precedenza lo stesso Gratteri si era dichiarato favorevole alla separazione delle carriere e ad alcuni punti della riforma della giustizia. Oggi invece esprime una posizione diversa», ha osservato Reboa. «A nostro avviso questa riforma introduce elementi di maggiore democrazia all’interno del sistema giudiziario e proprio per questo motivo dovrebbe convincere gli elettori a votare Sì».
Nel corso dell’intervento l’avvocato ha poi voluto chiarire il ruolo e la struttura del Comitato Nazionale per il Sì, sottolineando che si tratta di un organismo regolarmente costituito e impegnato a promuovere un dibattito pubblico sulla riforma. Reboa ha ribadito che il Comitato non è contro la magistratura, ma anzi si pone come difensore della sua indipendenza e della sua credibilità.
«Il nostro obiettivo è sostenere una magistratura autorevole, indipendente e libera da qualsiasi logica di appartenenza o di privilegio», ha spiegato. «Noi crediamo in una magistratura basata sul merito, nella quale possano emergere i magistrati più preparati e competenti. Se il sistema funzionerà davvero in modo trasparente, saranno i giudici migliori ad andare avanti, non certo quelli sostenuti da raccomandazioni».
Reboa ha inoltre sottolineato che il sostegno alla riforma starebbe crescendo progressivamente anche tra gli stessi magistrati. «Ogni giorno registriamo nuove adesioni al fronte del Sì. Questo dimostra che all’interno della magistratura esiste un confronto aperto e che molti operatori del diritto ritengono necessario avviare un processo di rinnovamento».
Un altro aspetto evidenziato dal vicepresidente del Comitato riguarda l’organizzazione del movimento anche oltre i confini nazionali. Il Comitato per il Sì, infatti, ha avviato una rete di contatti e iniziative rivolte agli italiani residenti all’estero.
«Abbiamo strutture e rappresentanti anche fuori dall’Italia perché c’è molto interesse tra le comunità italiane nel mondo per il tema della giustizia», ha spiegato Reboa. «Molti cittadini che vivono all’estero guardano con attenzione a questa riforma e auspicano un sistema giudiziario più efficiente e più equo».
Entrando nel merito dei contenuti della riforma, l’avvocato ha ricordato che uno dei punti centrali riguarda il ruolo del pubblico ministero. «La riforma costituzionale prevede una ridefinizione del ruolo del PM, che diventa il capo delle indagini. È un cambiamento che va nella direzione di un sistema più moderno e più chiaro nei rapporti tra le diverse funzioni della magistratura», ha affermato. «Si tratta di un passaggio importante che rafforza i principi democratici e la trasparenza del sistema».
Durante l’intervista si è parlato anche della vicenda nota come “Palazzaccio Gate”, relativa all’utilizzo da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati di alcuni spazi all’interno della Corte di Cassazione.
Reboa ha spiegato di aver presentato un’istanza di accesso civico ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 33 del 2013 per ottenere chiarimenti sulla questione. In risposta alla richiesta, ha ricevuto una comunicazione ufficiale da parte del consigliere Giovanni Ariolli, presidente della Commissione per la manutenzione e la conservazione del Palazzo di Giustizia.
«Dalla nota ricevuta — ha spiegato Reboa — emerge che l’Associazione Nazionale Magistrati utilizza il sesto piano della Corte di Cassazione a titolo gratuito. Nella comunicazione si afferma che l’assegnazione di questi spazi deriverebbe da un verbale della Commissione manutenzione risalente al 4 dicembre 1959. Tuttavia tale documento non è stato allegato alla risposta, nonostante si trattasse di un procedimento di accesso civico che dovrebbe garantire ai cittadini la possibilità di visionare direttamente gli atti».
Nella stessa comunicazione, ha aggiunto Reboa, si sostiene inoltre che l’ANM avrebbe una natura sostanzialmente sindacale e che, in virtù di questa funzione, potrebbe avere diritto a disporre di locali presso la Corte di Cassazione in base a quanto previsto dal contratto collettivo quadro del 2017.
Alla luce della rilevanza pubblica della vicenda e dell’attenzione mediatica suscitata, l’avvocato ha spiegato di aver chiesto al Comitato Nazionale per il Sì l’autorizzazione a rendere pubblica la risposta ricevuta.
Il Consiglio direttivo del Comitato, riunitosi la sera del 10 marzo 2026 sotto la presidenza dell’avvocato Carlo Scala e alla presenza del senatore Domenico Gramazio, ha deciso di autorizzare la diffusione del documento per ragioni di trasparenza.
Nel corso della riunione, il Comitato ha inoltre ritenuto che le motivazioni fornite non chiariscano pienamente la situazione relativa all’utilizzo degli spazi della Corte di Cassazione. Secondo il Comitato, infatti, non si tratterebbe della concessione di una singola stanza, ma dell’utilizzo di un intero piano di uno degli edifici giudiziari più prestigiosi del Paese.
Per questo motivo è stato deciso di incaricare l’avvocato Reboa di trasmettere tutta la documentazione raccolta alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti, affinché venga verificata l’eventuale esistenza di un danno erariale.
Il Comitato ha inoltre annunciato l’organizzazione di un convegno pubblico dedicato alla vicenda. L’incontro si terrà a Roma lunedì 16 marzo alle ore 17, presso il ristorante Il Mantarozzo, con l’invito rivolto ai parlamentari sostenitori del Sì e ai rappresentanti della stampa. A moderare il dibattito sarà il giornalista Paolo Liguori, direttore di TGCOM24.
In conclusione dell’intervista, l’avvocato Reboa ha ribadito l’importanza della consultazione referendaria prevista per il 22 e 23 marzo, auspicando una forte partecipazione da parte degli elettori.
«Il nostro auspicio — ha dichiarato — è che i cittadini partecipino numerosi al voto e che possa prevalere il Sì, perché riteniamo che questa riforma rappresenti un passo avanti verso una giustizia più moderna, più trasparente e più vicina ai cittadini».








