Malan replica a Conte: “Offese gravi, anche per i suoi alleati che voteranno Si “.

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Il presidente del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, è intervenuto nel “Buongiorno Italia”, di Casa Radio , ospite del direttore Giovanni Lacagnina,.

Nel corso dell’intervista sono stati affrontati argomenti centrali nel dibattito pubblico: dagli aiuti all’Ucraina approvati dal Senato con una maggioranza compatta, al Decreto Sicurezza recentemente entrato in vigore, fino all’acceso confronto tra il fronte del Sì e quello del No in vista del referendum sulla riforma della giustizia. Un clima reso ancora più teso dalle dichiarazioni del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha definito la riforma “criminale”, sollevando forti reazioni politiche.

Aiuti all’Ucraina: “Un investimento per la pace”

In apertura, Malan ha commentato il via libera del Senato al nuovo pacchetto di aiuti destinati all’Ucraina, sottolineando come si tratti di una decisione che, a suo giudizio, risponde a un dovere morale e politico dell’Italia nel contesto internazionale.

“Non è soltanto un sostegno militare o economico – ha spiegato – ma un investimento per la pace”. Secondo il senatore, le risorse stanziate rappresentano una quota limitata del bilancio dello Stato e non compromettono gli equilibri della finanza pubblica, mentre risultano determinanti per sostenere un Paese che da quattro anni vive un conflitto drammatico, con migliaia di vittime e pesanti conseguenze umanitarie.

Malan ha ribadito che l’obiettivo non è alimentare la guerra, bensì creare le condizioni per una pace giusta e duratura. A suo avviso, una pace che non tenga conto della sovranità e della sicurezza dell’Ucraina rischierebbe di essere fragile e temporanea. “La pace – ha osservato – non può significare resa o rinuncia ai principi del diritto internazionale. Deve essere una pace che garantisca stabilità e sicurezza nel lungo periodo”.

Il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia ha inoltre sottolineato l’importanza della coerenza dell’Italia nelle alleanze europee e atlantiche, evidenziando come le decisioni assunte dal Parlamento si inseriscano in un quadro di collaborazione più ampio con i partner occidentali.

Decreto Sicurezza: equilibrio tra fermezza e legalità

Ampio spazio è stato dedicato al Decreto Sicurezza, entrato ufficialmente in vigore. Malan ha difeso l’impianto del provvedimento, spiegando che nasce dall’esigenza di rafforzare la tutela dei cittadini e di fornire strumenti più efficaci alle forze dell’ordine per contrastare criminalità e situazioni di degrado.

Il senatore ha ribadito la vicinanza dello Stato a chi opera quotidianamente per garantire la sicurezza pubblica, ma ha chiarito che questo non equivale all’introduzione di uno “scudo penale” generalizzato. “Sostenere le forze dell’ordine – ha affermato – significa riconoscere il valore del loro lavoro e assicurare tutele adeguate, senza però derogare ai principi dello Stato di diritto”.

Malan ha precisato che, qualora emergano dubbi su eventuali eccessi nell’uso della forza, è corretto che la magistratura svolga le opportune verifiche. Citando casi di cronaca che hanno suscitato dibattito pubblico, come l’intervento di un agente nel quartiere Rogoredo di Milano, ha ribadito che l’accertamento della verità è un passaggio necessario. “La legalità – ha sottolineato – è un principio che vale per tutti: per chi infrange le regole e per chi è chiamato a farle rispettare”.

Secondo Malan, il Decreto Sicurezza mira a trovare un punto di equilibrio tra la necessità di fermezza e il rispetto delle garanzie costituzionali, evitando sia l’eccessiva permissività sia la delegittimazione delle forze dell’ordine.

Riforma della giustizia e referendum: il confronto politico

Il tema più politico dell’intervista ha riguardato la riforma della giustizia e il referendum che chiamerà i cittadini a esprimersi. Malan ha sostenuto con decisione le ragioni del Sì, evidenziando che la riforma, a suo avviso, punta a rendere il sistema giudiziario più efficiente, trasparente e coerente con i principi costituzionali.

“Politica e magistratura devono fare ciascuna il proprio lavoro – ha dichiarato – nel rispetto dell’autonomia e delle prerogative previste dalla Costituzione”. Il senatore ha spiegato che la riforma non intende limitare l’indipendenza della magistratura, bensì chiarire ruoli e responsabilità, rafforzando la fiducia dei cittadini nella giustizia.

Secondo Malan, una giustizia più rapida e organizzata rappresenta una garanzia per tutti: per chi è accusato, per chi è parte lesa e per l’intero sistema Paese. I lunghi tempi dei processi, ha osservato, rischiano di compromettere la credibilità delle istituzioni e di generare incertezza.

Le parole di Conte e il richiamo al rispetto istituzionale

Nel corso dell’intervista, Malan ha condannato con fermezza le dichiarazioni di Giuseppe Conte, che aveva definito la riforma “criminale”, esprimendo anche critiche nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Secondo il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, si tratta di accuse gravi che rischiano di inasprire ulteriormente il clima politico. “Il confronto è legittimo e necessario in democrazia – ha affermato – ma deve restare nei limiti del rispetto istituzionale. Definire criminale una riforma significa delegittimare non solo il governo, ma anche i cittadini che potrebbero sostenerla con il loro voto”.

Malan ha sottolineato come il referendum rappresenti uno strumento fondamentale di partecipazione democratica e, proprio per questo, richieda un dibattito basato sui contenuti e non su attacchi personali.

Il richiamo del Presidente della Repubblica

In conclusione, il senatore ha richiamato l’invito del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad abbassare i toni del confronto politico. Un appello che, secondo Malan, dovrebbe essere accolto da tutte le forze politiche per riportare il dibattito su un piano di merito e responsabilità.

“Le riforme si possono criticare, anche duramente – ha sottolineato – ma non si può trasformare il confronto democratico in uno scontro permanente. Il Paese ha bisogno di serietà, equilibrio e rispetto reciproco”.

L’intervista si è chiusa con un richiamo alla responsabilità condivisa in una fase complessa, in cui politica interna, scenari internazionali e riforme strutturali si intrecciano profondamente. Secondo Malan, è proprio in momenti come questi che le istituzioni sono chiamate a dimostrare solidità e capacità di dialogo, nell’interesse del futuro istituzionale e democratico dell’Italia.

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