Made in Italy, tra identità e futuro: innovare la tradizione per guidare la doppia transizione della manifattura italiana

Nel giorno dedicato al Made in Italy, Federitaly riunisce istituzioni, imprese e mondo della ricerca nella cornice della Chiesa di San Silvestro al Quirinale per discutere il futuro della manifattura nazionale tra sostenibilità e innovazione digitale. Un confronto strategico che mette al centro il ruolo della filiera produttiva e il valore culturale dell’abitare italiano come leva di competitività internazionale.

Il Made in Italy non è soltanto un marchio riconosciuto nel mondo, né un’etichetta commerciale che certifica l’origine geografica di un prodotto. È un patrimonio culturale, economico e sociale che racconta la storia di un Paese capace di trasformare la creatività in valore industriale e l’identità territoriale in competitività globale. È per questo che la Giornata nazionale del Made in Italy assume, oggi più che mai, il significato di una riflessione collettiva sul futuro della manifattura italiana e sul ruolo strategico che essa continuerà a svolgere nello sviluppo del Paese.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa promossa da Federitaly, che oggi, 15 aprile 2026, riunisce istituzioni, imprese, ricercatori e professionisti nella prestigiosa cornice della Chiesa di San Silvestri al Quirinale, per un evento dal titolo emblematico: “Innovare la tradizione – La doppia transizione: sostenibilità e innovazione digitale per il futuro della manifattura italiana”.

Un appuntamento che non rappresenta soltanto un momento celebrativo, ma un’occasione concreta di confronto su temi cruciali per la competitività del sistema produttivo italiano. La doppia transizione – ambientale e digitale – è ormai una necessità non rinviabile, e la manifattura italiana si trova di fronte alla sfida più importante degli ultimi decenni: mantenere la propria identità, innovando profondamente modelli produttivi, processi e competenze.

La forza del Made in Italy tra tradizione e innovazione

Parlare di Made in Italy significa parlare di eccellenza. Non si tratta soltanto di moda, design o agroalimentare: la manifattura italiana comprende una rete diffusa di imprese che operano nei settori della meccanica, dell’arredo, dell’edilizia, dell’energia, della chimica e delle tecnologie avanzate. È un sistema complesso, capace di unire competenze artigianali e tecnologie industriali, cultura estetica e capacità ingegneristica.

Il Made in Italy è, prima di tutto, un modello produttivo fondato sulla qualità. Un modello che ha saputo trasformare la bellezza in valore economico e che oggi rappresenta uno degli asset principali dell’economia nazionale.

Secondo le più recenti analisi economiche, la manifattura italiana continua a rappresentare una componente fondamentale del prodotto interno lordo e dell’export nazionale. Ma il contesto globale è cambiato profondamente. La competizione internazionale si gioca sempre più sulla capacità di innovare, ridurre l’impatto ambientale e integrare tecnologie digitali nei processi produttivi.

Non basta più produrre bene: bisogna produrre in modo sostenibile, efficiente e tracciabile. Bisogna dimostrare che la qualità non è soltanto un valore estetico, ma anche un valore etico e ambientale.

La doppia transizione come sfida sistemica

La cosiddetta “doppia transizione” – quella ecologica e quella digitale – rappresenta oggi il principale motore di trasformazione per il sistema produttivo italiano.

Da un lato, la sostenibilità ambientale impone un ripensamento dei modelli produttivi, con l’introduzione di materiali innovativi, processi a basso impatto energetico e sistemi di economia circolare. Dall’altro, la digitalizzazione richiede l’integrazione di tecnologie avanzate come intelligenza artificiale, Internet of Things e sistemi di gestione dei dati.

Non si tratta di due processi separati, ma di un’unica trasformazione che coinvolge l’intera filiera produttiva. La sostenibilità senza innovazione digitale rischia di essere inefficiente. L’innovazione digitale senza sostenibilità rischia di essere insostenibile nel lungo periodo.

Per questo motivo l’evento organizzato da Federitaly assume un valore strategico: creare un luogo di confronto tra esperienze diverse, per individuare soluzioni condivise e costruire un percorso comune.

Un confronto istituzionale e industriale per il futuro della manifattura

Il cuore dell’iniziativa sarà la tavola rotonda dedicata al tema “Quale futuro per la manifattura italiana e le sfide da affrontare in tema di innovazione digitale e sostenibilità”, moderata dal sottoscritto.

Un confronto che vedrà la partecipazione di figure di primo piano del mondo istituzionale e industriale.

Tra gli ospiti, il presidente di Federitaly, Carlo Verdone, da anni impegnato nella valorizzazione del Made in Italy e nella promozione di politiche a sostegno delle imprese italiane.

Accanto a lui interverrà Gabriele Di Bella, rappresentante di una realtà innovativa impegnata nello sviluppo di soluzioni per la sostenibilità industriale e la riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi.

Di grande rilievo anche la presenza di Fabio Pistella, figura di riferimento nel panorama della ricerca scientifica applicata all’industria e alla tecnologia.

Infine, porterà il contributo delle istituzioni Andrea De Maria , segretario della commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, tema strettamente collegato alla qualità dell’abitare e allo sviluppo sostenibile del territorio.

Aprirà il convegno Lamberto Scorzino, Segretario Nazionale di Federitaly, figura di riferimento nel sistema associativo e industriale, la cui partecipazione rafforza il carattere trasversale dell’iniziativa.

Il ruolo strategico della filiera casa e delle politiche abitative

Come Presidente del comparto Casa e Politiche Abitative di Federitaly, considero questa giornata un’occasione fondamentale per riflettere sul ruolo che la filiera dell’abitare svolge nella trasformazione del sistema produttivo.

La casa rappresenta uno dei principali ambiti di applicazione delle innovazioni tecnologiche e delle politiche di sostenibilità. Non è più soltanto un luogo fisico, ma un sistema integrato di tecnologie, materiali e servizi.

La transizione energetica, ad esempio, passa attraverso l’efficientamento degli edifici, l’utilizzo di materiali sostenibili e l’introduzione di sistemi intelligenti per la gestione dei consumi energetici.

La digitalizzazione, invece, consente di monitorare le prestazioni degli edifici, migliorare la sicurezza e ottimizzare la gestione delle risorse.

In questo scenario, la manifattura italiana ha l’opportunità di diventare protagonista di una nuova stagione industriale, fondata sulla qualità dell’abitare e sulla sostenibilità dei processi produttivi.

Innovazione digitale: un acceleratore di competitività

L’innovazione digitale rappresenta oggi uno degli strumenti più potenti per rafforzare la competitività delle imprese italiane.

Non si tratta soltanto di adottare nuove tecnologie, ma di ripensare l’intero modello organizzativo. L’intelligenza artificiale, ad esempio, consente di ottimizzare la produzione, ridurre gli sprechi e migliorare la qualità dei prodotti.

L’Internet of Things permette di monitorare in tempo reale i processi produttivi, mentre la blockchain garantisce la tracciabilità dei prodotti e la certificazione dell’origine.

Queste tecnologie non devono essere percepite come una minaccia, ma come un’opportunità. Un’opportunità per rafforzare il valore del Made in Italy e per renderlo ancora più competitivo sui mercati internazionali.

Sostenibilità ambientale: da obbligo normativo a leva strategica

La sostenibilità non può essere considerata soltanto un obbligo normativo. Deve diventare una leva strategica per la crescita delle imprese.

La riduzione delle emissioni, l’utilizzo di materiali riciclati e la gestione efficiente delle risorse energetiche non sono più scelte opzionali. Sono requisiti fondamentali per competere in un mercato sempre più attento all’impatto ambientale dei prodotti.

Il consumatore di oggi è più consapevole e più esigente. Vuole prodotti di qualità, ma vuole anche sapere come sono stati realizzati.

In questo senso, la sostenibilità diventa un elemento distintivo del Made in Italy, capace di rafforzarne la reputazione e il valore percepito.

La dimensione culturale del Made in Italy

Il Made in Italy non è soltanto un modello industriale. È un modello culturale.

Ogni prodotto italiano racconta una storia fatta di territorio, tradizione e innovazione. Racconta la capacità di un Paese di trasformare la creatività in valore economico.

Questa dimensione culturale rappresenta uno dei principali fattori di successo del Made in Italy. Non si tratta soltanto di vendere prodotti, ma di vendere esperienze, valori e identità.

Per questo motivo, la tutela del Made in Italy deve essere considerata una priorità strategica per il Paese.

Il valore delle politiche pubbliche e del dialogo istituzionale

Il futuro della manifattura italiana dipende anche dalla capacità delle istituzioni di creare un contesto favorevole all’innovazione.

Servono politiche industriali lungimiranti, capaci di sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo, incentivare la formazione delle competenze e favorire la collaborazione tra imprese e università.

Serve anche un quadro normativo chiaro e stabile, che consenta alle imprese di pianificare investimenti a lungo termine.

Il dialogo tra istituzioni e imprese rappresenta quindi un elemento fondamentale per costruire un sistema produttivo competitivo e sostenibile.

La formazione come motore del cambiamento

La trasformazione digitale e la transizione ecologica richiedono nuove competenze.

Non basta introdurre nuove tecnologie: bisogna formare le persone che le utilizzeranno.

La formazione rappresenta uno degli investimenti più importanti per il futuro della manifattura italiana. È necessario sviluppare percorsi formativi in grado di integrare competenze tecniche, digitali e gestionali.

Le università, gli istituti tecnici e le imprese devono lavorare insieme per creare un sistema educativo capace di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro.

Un evento simbolo di un percorso più ampio

L’iniziativa di oggi non rappresenta un punto di arrivo, ma un punto di partenza.

La Giornata del Made in Italy deve diventare un momento di riflessione continua sul ruolo della manifattura nel futuro del Paese.

Il confronto tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca rappresenta uno degli strumenti più efficaci per costruire una visione condivisa e per individuare soluzioni concrete.

 

Made in Italy: una responsabilità collettiva

Difendere e valorizzare il Made in Italy non è soltanto un compito delle imprese. È una responsabilità collettiva che coinvolge istituzioni, professionisti e cittadini.

Ogni scelta di acquisto, ogni investimento e ogni decisione politica contribuisce a costruire il futuro della manifattura italiana.

La Giornata del Made in Italy rappresenta quindi un’occasione per riaffermare il valore di un patrimonio che appartiene a tutti noi.

Guardare al futuro con consapevolezza

La manifattura italiana si trova di fronte a una sfida senza precedenti. Ma è anche una sfida ricca di opportunità.

L’innovazione digitale e la sostenibilità rappresentano le due direttrici principali su cui costruire il futuro del Made in Italy.

Non si tratta di abbandonare la tradizione, ma di reinterpretarla alla luce delle nuove tecnologie e delle nuove esigenze del mercato.

È questo il significato più profondo del titolo dell’evento di oggi: innovare la tradizione.

Il Made in Italy come leva di sviluppo nazionale

La Giornata del Made in Italy non è soltanto una celebrazione simbolica. È un momento di consapevolezza.

Un momento in cui il Paese si interroga sul proprio futuro e sulle strategie necessarie per affrontare le sfide globali.

L’evento di oggi alla Chiesa di San Silvestro al Quirinale rappresenta un tassello importante di questo percorso. Un’occasione per costruire un dialogo tra competenze diverse e per individuare soluzioni concrete.

Il Made in Italy non è soltanto un marchio: è un modello di sviluppo, un patrimonio culturale e un motore economico.

Difenderlo e innovarlo significa costruire il futuro del Paese.

E in questa sfida, la manifattura italiana ha tutte le competenze, la creatività e la determinazione necessarie per continuare a essere protagonista nel mondo.

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