Energia, democrazia e informazione: la transizione raccontata dal basso – Intervista con Piergiorgio Bittichesu

Non è solo una questione di megawatt, né soltanto di tecnologie. La transizione energetica, quando esce dai convegni e entra nelle piazze, diventa un terreno di conflitto narrativo, di percezioni distorte, di consenso costruito o negato. Con Piergiorgio Bittichesu, presidente di SAPER, proviamo a rimettere ordine dentro una materia complessa, osservandola da un punto di vista spesso trascurato: quello dei cittadini.

Energia e percezione: quando la tecnica diventa questione pubblica

C’è un momento in cui i temi tecnici smettono di essere tecnici. È il momento in cui entrano nella vita quotidiana, nei titoli dei giornali, nei post sui social, nelle assemblee pubbliche. L’energia è esattamente lì, oggi. Non più solo questione di impianti, ma di percezione, fiducia, informazione.

Quando un tema diventa polarizzato, il rischio è sempre lo stesso: ridurre la complessità a una scelta binaria. Rinnovabili sì o no. Progresso o speculazione. Senza strumenti adeguati, senza una base informativa condivisa, il dibattito si impoverisce. E con lui, inevitabilmente, la qualità delle decisioni.

SAPER e il diritto all’informazione: la risposta dei cittadini

È da questo vuoto che nasce SAPER, Sardi per le Rinnovabili. Un’associazione giovane, nata come reazione a un sistema informativo percepito come parziale, quando non apertamente ostile alla transizione energetica.

Piergiorgio Bittichesu, oggi presidente, arriva da una lunga esperienza nella pubblica amministrazione regionale, dove si è occupato per decenni di programmazione europea, energia e mobilità sostenibile. Una traiettoria che gli consente di leggere il presente con una profondità rara.

Il paradosso energetico della Sardegna: surplus, fossili e transizione

La Sardegna è un laboratorio interessante. Un’isola che per anni ha vissuto una condizione energetica fragile, oggi si trova in una posizione paradossale: produce più di quanto consuma, ma continua a dipendere in larga parte da fonti fossili.

Il dato è chiaro: circa il 135% del fabbisogno. Ma è l’interpretazione a fare la differenza. Quel surplus non è energia prodotta per gli altri, ma una forma di assicurazione contro l’instabilità di un sistema ancora in trasformazione.

Dentro questa trasformazione si innesta un altro passaggio: da un modello centralizzato a uno distribuito. Un cambiamento che non è solo tecnologico, ma culturale.

Comunicazione, democrazia e futuro: il vero nodo della transizione

E qui emerge il nodo più delicato: la comunicazione. Perché se la transizione energetica è anche un processo sociale, allora la sua riuscita dipende dalla capacità di renderla comprensibile, condivisa, negoziata.

In Sardegna, questo passaggio si è incrinato. La mancanza di una comunicazione efficace ha lasciato spazio a narrazioni distorte, spesso alimentate da interessi contrari al cambiamento. Il risultato è una guerra ibrida fatta di immagini fuorvianti, dati parziali, paure amplificate. Non è solo una questione estetica. È una questione democratica. Perché dove l’informazione non è completa, il consenso non è libero. E dove il consenso non è libero, le decisioni rischiano di essere miopi.

Nel frattempo, il mondo va in un’altra direzione. Le crisi geopolitiche e l’instabilità dei mercati energetici rendono sempre più evidente l’anacronismo della dipendenza dal fossile. Il paradosso è evidente: le fonti rinnovabili sono, per loro natura, le più sovrane tra le fonti energetiche. Eppure vengono raccontate come imposizione esterna. Nel frattempo, si accumulano ritardi. Autorizzazioni bloccate, investimenti fermi, fondi europei a rischio. E con i ritardi, si perdono opportunità, posti di lavoro, competenze.

Alla fine, la questione torna sempre lì: non è solo energia. È capacità di leggere la complessità senza ridurla. È responsabilità nel costruire narrazioni che non semplifichino fino a distorcere.

Forse, allora, la vera transizione non è solo quella energetica. È quella culturale.

Foto di Ed White da Pixabay

 

Chi è Piergiorgio Bittichesu

Piergiorgio Bittichesu è presidente di SAPER – Sardi per le Rinnovabili, associazione nata nel 2025 con l’obiettivo di promuovere un’informazione corretta, trasparente e accessibile sui temi della transizione energetica. Ha lavorato per quasi quarant’anni nella pubblica amministrazione della Regione Sardegna, occupandosi di pianificazione e gestione dei fondi europei, con particolare riferimento ai programmi legati all’energia e alla mobilità sostenibile.

Ascolta ora il Podcast:

ESSERE E ABITARE | Piergiorgio Bittichesu
Puntata del 09/04/26
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