Case Green, il mercato immobiliare cambia passo: nel 2026 l’efficienza energetica diventa il nuovo valore della casa

La Direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici sta ridisegnando il mercato immobiliare italiano: crescono domanda e prezzi per gli immobili in classi energetiche alte, mentre le abitazioni meno efficienti perdono attrattività, richiedono sconti e tempi di vendita più lunghi. Tra mutui green, nuovi equilibri condominiali e clausole nei contratti, la transizione energetica non è più solo una sfida ambientale, ma un fattore decisivo per il valore, la commerciabilità e la tenuta futura del patrimonio edilizio.

In Italia quando si parla di Case Green si fa riferimento alla Direttiva Europea sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD – Energy Performance of Buildings Directive) che ha come obiettivo principale quello di ridurre drasticamente i consumi energetici e le emissioni di CO2 del parco immobiliare europeo entro il 2050, rendendolo a emissioni zero.

La direttiva fissa delle tappe precise per migliorare l’efficienza degli edifici:

– Dal 2028: Tutti i nuovi edifici di proprietà pubblica dovranno essere a emissioni zero;

– Dal 2030: Tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere a emissioni zero;

– Entro il 2035: Riduzione del consumo medio di energia primaria dell’intero parco immobiliare residenziale di almeno il 16%;

– Entro il 2050: Raggiungimento della neutralità climatica (emissioni zero per tutto il parco immobiliare).

L’Italia presenta una sfida particolare perché il nostro patrimonio edilizio è piuttosto datato (molti edifici sono in classe G o F). Tuttavia, la direttiva lascia agli Stati membri una certa flessibilità su come raggiungere i target medi di riduzione dei consumi, puntando a una riqualificazione graduale.

Nel mercato immobiliare del 2026, il concetto di “Case Green” non è più solo una questione ecologica, ma è diventato uno dei principali indicatori nella valutazione degli immobili.

La Direttiva Europea ha infatti introdotto una spaccatura nel mercato, nel quale vi sono gli immobili efficienti (Classe A e B) rappresentati dalle case nuove o recentemente riqualificate che rispettano i parametri europei.

La domanda di tali immobili è elevata: Tutti vogliono case che costano poco in termini di bollette e che non richiedano lavori futuri obbligatori.

Coerentemente, i prezzi sono in crescita: Il valore di mercato aumenta perché l’efficienza è considerata un lusso necessario ed i tempi di vendita sono rapidi perché tali immobili sono considerati investimenti sicuri.

Le banche inoltre propongono i cosiddetti “Mutui Green” (con tassi d’interesse più bassi) quasi esclusivamente per questi immobili.

Vi sono, poi, gli immobili inefficienti (Classe F e G). Sono le case costruite tra gli anni ‘60 e ‘90 mai ristrutturate.

La loro domanda è in calo perché gli acquirenti hanno paura dei costi di gestione e dell’incertezza normativa.

Per venderle i proprietari sono spesso costretti a praticare forti sconti perché chi compra dovrà spendere decine di migliaia di euro per i lavori di isolamento e caldaie.

I tempi di vendita si allungano, ed in prospettiva, potrebbero essere più difficili da affittare o meno appetibili per le garanzie bancarie.

È un fenomeno molto attuale in considerazione del costo dell’energia che rende le case in classe G troppo costose da mantenere e della citata Direttiva Europea che sposta gli acquisti verso il già ristrutturato.

Le nuove attenzioni non riguardano solo il prezzo, ma anche la facilità con cui un immobile può essere scambiato sul mercato.

Infatti, il valore di una casa non dipende più solo da posizione e metratura, ma anche dalla sua efficienza energetica. Una casa green si vende mediamente in tempi molto più brevi. Una casa in classe G, senza un piano di ristrutturazione, è invece considerata un asset a rischio.

Nei rogiti e nei contratti di locazione del 2026 stanno comparendo clausole specifiche per proteggere le parti dalla transizione green.

C’è anche un impatto per il Condominio: infatti per le innovazioni che riguardano il risparmio energetico (come il cappotto termico o l’installazione di una caldaia a condensazione condominiale) le maggioranze richieste in assemblea sono più snelle.

Non ci si può sottrarre adducendo che i lavori siano “voluttuari” o “troppo gravosi”, perché il risparmio energetico è considerato un interesse pubblico ed un miglioramento necessario.

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DIRITTO DI ABITARE
Puntata del 25/02/26
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