L’ex membro della BCE ospite a “Buongiorno Italia” su Casa Radio lancia l’allarme all’Unione Europea: “Gli equilibri mondiali stanno cambiando rapidamente”
Lorenzo Bini Smaghi, tra i più autorevoli economisti italiani ed europei, è intervenuto nel corso della trasmissione “Buongiorno Italia” su Casa Radio, ospite del direttore Giovanni Lacagnina. Nel corso dell’intervista, Bini Smaghi ha affrontato alcuni dei temi più delicati dell’attualità economica e geopolitica internazionale: dalla strategia economica di Donald Trump ai rapporti tra Stati Uniti, Europa e Cina, passando per la crisi energetica, il ruolo del governo italiano, il PNRR e la tenuta dell’euro.
In apertura, l’economista ha parlato del suo ultimo libro, dedicato proprio alla nuova fase politica americana e alle conseguenze che la presidenza Trump potrebbe avere sugli equilibri mondiali. Secondo Bini Smaghi, molte delle decisioni prese dalla nuova amministrazione americana possono apparire, almeno in superficie, contraddittorie o persino irrazionali. Tuttavia, dietro alcune scelte molto aggressive sul piano commerciale ed economico esisterebbe una precisa strategia geopolitica.
Uno degli esempi più evidenti riguarda la politica dei dazi. “Dal primo giorno alla Casa Bianca — ha spiegato — Trump ha imposto tariffe commerciali a numerosi partner economici degli Stati Uniti, indipendentemente dal fatto che vi fosse un surplus o un deficit commerciale”. Una linea che, secondo l’economista, rischia di violare gli accordi internazionali e soprattutto di avere effetti negativi sui consumatori americani, aumentando il costo dei beni importati.
Bini Smaghi ha sottolineato come l’efficacia dei dazi resti tutt’altro che scontata. L’impatto sulla bilancia commerciale americana dipende infatti dalla capacità degli Stati Uniti di sostituire le importazioni con produzioni interne. Un obiettivo che non sempre è realistico. “Che senso ha tassare le importazioni di banane dal Sud America — ha osservato — se le banane non possono essere prodotte negli Stati Uniti? In questo modo si colpiscono le famiglie americane senza portare reali vantaggi all’economia agricola interna”.
Secondo Bini Smaghi, per comprendere davvero la politica economica americana bisogna guardare alla priorità strategica degli Stati Uniti: evitare in ogni modo il sorpasso della Cina. Una sfida che oggi non si gioca soltanto sul piano militare, ma soprattutto su quello tecnologico, industriale ed economico.
“La vera priorità americana — ha spiegato — è mantenere il predominio globale e impedire che la Cina diventi la prima potenza mondiale. Allo stesso tempo, anche Pechino sta cercando di ridurre la propria dipendenza dagli Stati Uniti”. In questo contesto, Washington punta a riportare sul territorio americano la produzione di beni considerati strategici, dall’energia all’automotive, fino ai settori tecnologici più avanzati.
Per Bini Smaghi, il problema principale riguarda però l’Europa, che rischia di restare schiacciata tra le due superpotenze. “Le alleanze tradizionali tra Stati Uniti ed Europa passano ormai in secondo piano. I mercati europei rischiano di diventare terra di conquista sia per gli americani sia per i cinesi. Noi europei dobbiamo capire che il mondo è cambiato e che serve una strategia molto più forte e autonoma”.
L’economista ha quindi affrontato il tema della crisi energetica, definendola una delle principali fragilità strutturali dell’Europa. Secondo Bini Smaghi, negli ultimi anni l’Unione Europea ha costruito la propria politica energetica in una condizione di forte dipendenza dall’estero, senza sviluppare un’autonomia sufficiente né adeguate riserve strategiche.
“Siamo dipendenti dalla Russia, dall’Algeria, dagli Stati Uniti e da altri fornitori esterni — ha spiegato — e nel frattempo ci siamo lanciati verso la transizione energetica senza costruire un equilibrio sostenibile”. L’economista ha evidenziato come il costo dell’energia continui oggi a pesare enormemente sulla competitività delle imprese europee e sul potere d’acquisto delle famiglie.
Secondo Bini Smaghi, l’Europa dovrà accelerare gli investimenti per raggiungere una maggiore autonomia energetica, rafforzando sia le energie rinnovabili sia le infrastrutture strategiche. Sul fronte interno italiano, ha invitato il governo a mantenere un approccio prudente ma selettivo negli interventi contro il caro energia. “Misure generalizzate come il taglio delle accise non possono essere prorogate all’infinito. Bisogna intervenire in modo mirato, soprattutto a sostegno delle categorie più esposte”.
Molto dipenderà, ha aggiunto, dalla durata delle tensioni internazionali e dalla capacità dell’Europa di costruire una politica energetica comune realmente efficace.
Nel corso dell’intervista si è parlato anche della visita in Italia del segretario di Stato americano Marco Rubio. Per Bini Smaghi si tratta di una missione diplomatica molto significativa, arrivata dopo settimane di dichiarazioni particolarmente dure da parte di Trump sul piano internazionale.
Secondo l’economista, la missione di Rubio punta soprattutto a evitare tensioni tra Stati Uniti e Vaticano e, più in generale, a preservare la stabilità dell’asse occidentale in una fase geopolitica molto delicata. “L’obiettivo americano — ha spiegato — è mantenere aperto il dialogo con gli alleati storici e impedire che si creino fratture all’interno del mondo occidentale”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla situazione economica italiana e al ruolo dell’euro. Bini Smaghi ha ricordato come la moneta unica abbia rappresentato negli ultimi anni un elemento fondamentale di stabilità finanziaria per il nostro Paese, consentendo all’Italia di contenere l’inflazione e di finanziarsi sui mercati a tassi sostenibili anche nei momenti più difficili.
L’economista ha poi analizzato il tema del PNRR, sottolineando che, nonostante le enormi risorse messe a disposizione dall’Europa, gli effetti sull’economia reale non siano ancora pienamente visibili. “Il problema non è soltanto spendere i fondi — ha spiegato — ma spenderli bene, creando investimenti produttivi capaci di aumentare la crescita e la competitività del Paese”.
Secondo Bini Smaghi, l’Italia deve utilizzare le risorse europee per modernizzare infrastrutture, innovazione tecnologica, pubblica amministrazione ed energia, evitando sprechi e ritardi burocratici. Solo in questo modo il PNRR potrà diventare un vero motore di sviluppo economico.
In chiusura, l’ex membro della BCE ha riconosciuto l’impegno del governo italiano nel mantenere i conti pubblici sotto controllo, pur sottolineando che le sfide restano ancora enormi. “C’è ancora molto da fare — ha concluso — soprattutto sul fronte della produttività, della crescita economica e della capacità dell’Europa di diventare finalmente più autonoma e competitiva nello scenario globale”.








