Quando si parla di barriere architettoniche si pensa subito alle persone con disabilità, ma in realtà il problema riguarda chiunque: anziani, genitori con passeggini o chi si muove temporaneamente con difficoltà o chi vive in palazzi datati privi di ascensore.
La “disabilità” che permette la rimozione delle barriere architettoniche include qualsiasi ostacolo fisico, sensoriale o psichico che limiti la mobilità o la fruizione degli spazi comuni, anche solo temporaneamente.
In tutti questi casi, scale, rampe mancanti o accessi troppo stretti diventano ostacoli alla libertà di movimento ed alla piena vivibilità della casa.
Il condomino con disabilità, chi assiste o ospita un familiare disabile anche non grave o chi trova, comunque, un ostacolo alla fruizione delle parti comuni può richiedere all’assemblea di eseguire l’intervento atto alla rimozione delle barriere architettoniche.
Se l’assemblea condominiale rifiuta senza motivazioni valide, il condomino interessato può procedere comunque a proprie spese, purché l’opera non comprometta la stabilità dell’edificio né alteri il suo aspetto architettonico.
La giurisprudenza ha, infatti, più volte ribadito che il diritto alla libertà di movimento e alla dignità personale prevale sul decoro architettonico quando l’intervento è proporzionato e compatibile con la struttura dell’edificio.
I limiti sono, pertanto, il decoro inteso come l’armonia estetica complessiva del fabbricato da valutarsi in senso oggettivo nonché la stabilità e la sicurezza dell’edificio, non potendo l’intervento compromettere le strutture portanti, la sicurezza degli impianti o l’uso delle parti comuni.
L’obiettivo è quello di permettere a tutti di accedere e utilizzare le parti comuni in condizioni di uguaglianza, senza discriminazioni.
La rimozione delle barriere architettoniche non rappresenta, infatti, soltanto un dovere legale, ma anche un gesto di responsabilità sociale e di convivenza civile.
Un Condominio accessibile non è solo un edificio più comodo, ma anche uno spazio che rispetta la diversità e favorisce l’inclusione, dove le esigenze di ciascuno trovano riconoscimento e valore.










