Musica, diritti, impegno sociale. Tre pilastri che definiscono Alessia Cotta Ramusino, ospite della nuova puntata de L’Italia che Vale su Casa Radio. Sociologa, scrittrice, compositrice, ma soprattutto attivista. Da anni porta avanti la lotta per i diritti delle donne con un’arma potente: la musica.
Alessia è partita dalla musica, ha esplorato la sociologia, per poi unire le due cose in un impegno concreto. Il suo movimento 100 donne vestite di rosso è diventato un simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Un flash mob nato nel 2017 che oggi è riconosciuto dalla Suprema Corte di Cassazione come il primo movimento non di importazione, interamente Made in Italy.
L’idea è semplice ma potente: cento donne, vestite di rosso, si riuniscono in luoghi simbolici, creando un’immagine forte, immediata, che cattura l’attenzione. Un’azione visiva, un messaggio chiaro: il rispetto è la base di tutto.
Alessia ha vissuto un’infanzia segnata da esperienze forti. Cresciuta in Iran negli anni ’70, ha assistito al crollo del regime dello Scià e all’ascesa della rivoluzione islamica. Ha vissuto sulla sua pelle le imposizioni sociali che le donne subivano. Da bambina, per sfuggire a un destino già scritto, si travestiva da maschio. Già allora sentiva che qualcosa non tornava, che qualcosa andava cambiato.
Oggi, quella consapevolezza si è trasformata in una missione. Collabora con l’UNICEF come ambasciatrice per i diritti di donne e bambine. Lavora nelle piazze, nelle scuole, nelle istituzioni, portando un messaggio chiaro: senza rispetto non c’è libertà.
Non è un caso se 100 donne vestite di rosso ha un inno ufficiale. La musica, spiega Alessia, è un veicolo straordinario per diffondere messaggi importanti. Le parole di una canzone restano impresse più di un discorso. La musica arriva dove le istituzioni non arrivano, scuote le coscienze, tocca corde profonde.
Durante la puntata, abbiamo parlato anche del ruolo dei modelli culturali. I giovani assorbono ciò che vedono. Se a essere celebrato è il denaro facile, l’apparenza, la superficialità, il rischio è che diventi l’unico obiettivo. Per questo è essenziale offrire alternative, esempi diversi, che dimostrino che talento e impegno possono essere strade altrettanto percorribili.
Il movimento non si ferma. Dopo aver toccato città come Roma, Milano, Venezia e Agrigento, 100 donne vestite di rosso continuerà il suo percorso anche nel 2025, con eventi sempre più internazionali.
Un altro progetto è Mulier Cor Mundi, un forum dedicato alle donne di tutto il mondo, che affronta i temi della parità, dell’empowerment femminile e della valorizzazione del talento. L’obiettivo è creare una rete globale di donne che fanno la differenza, partendo dall’Italia ma con uno sguardo aperto al mondo.
Le parole hanno un peso, i modelli culturali influenzano le generazioni future. Se vogliamo un mondo migliore, dobbiamo cominciare dalle basi: educazione, rispetto, consapevolezza.
Un concetto che Alessia ribadisce con una frase semplice, ma potente: Respect and Love. Due parole, un gesto, un messaggio che non ha bisogno di spiegazioni.