Mastella si racconta nel Buongiorno Italia di Casa Radio: dalla malattia alla fede, fino al rilancio politico di un centro moderato

 “La malattia mi ha cambiato. Ho paura di morire da solo, ma la fede mi sostiene”. Poi l’appello per un nuovo centro e un’Italia unita in politica estera

La malattia, la fede, la famiglia, ma anche la politica italiana e i grandi equilibri internazionali. Sono stati questi i temi affrontati dall’ex ministro della Giustizia e sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ospite della trasmissione Buongiorno Italia di Casa Radio, condotta dal direttore Giovanni Lacagnina.

Un’intervista intensa, nella quale il leader politico sannita ha alternato riflessioni personali a un’analisi della situazione nazionale e internazionale, mostrando il volto più umano di un protagonista della politica italiana che da oltre cinquant’anni attraversa le istituzioni della Repubblica.

Il momento più toccante della conversazione è arrivato quando Mastella è tornato a parlare della malattia che lo ha colpito negli ultimi mesi, una prova che ha profondamente modificato il suo modo di guardare alla vita.

“Quando ho saputo della diagnosi mi è mancato il fiato”, ha raccontato. “Per qualche istante tutto si è fermato. Ho ripensato alla mia vita, alla mia famiglia, alle tante battaglie politiche combattute e ai momenti più importanti del mio percorso umano. Sono sensazioni che nessuno può comprendere fino in fondo se non le vive sulla propria pelle.”

Il sindaco di Benevento ha ricordato anche le parole pronunciate nei giorni scorsi durante una celebrazione nella Basilica della Madonna delle Grazie della città, quando aveva deciso di rendere pubblica la sua condizione di salute.

“Non volevo nascondere nulla ai miei concittadini. Ho sempre cercato di affrontare la vita con sincerità e trasparenza. Credo che anche chi ricopre incarichi pubblici debba avere il coraggio di mostrarsi per quello che è, senza maschere.”

Una confessione che aveva già affidato anche alle pagine del Corriere della Sera, dove aveva ammesso una delle paure più profonde che oggi accompagnano la sua quotidianità.

“Una paura ce l’ho. Ho paura di morire da solo. I ricordi non bastano e prego ogni giorno perché questo non accada.”

Parole semplici ma di grande impatto emotivo, che hanno suscitato una vasta ondata di solidarietà.

“Sono rimasto davvero sorpreso”, ha spiegato ai microfoni di Casa Radio. “Non immaginavo una partecipazione così intensa. Ho ricevuto migliaia di messaggi, telefonate e attestati di vicinanza da parte di cittadini, amministratori, amici e perfino da persone che nella vita politica sono state mie avversarie. In quei momenti capisci che l’affetto delle persone rappresenta una medicina straordinaria.”

Mastella ha raccontato come proprio la fede sia diventata il punto di riferimento più importante in questo delicato momento della sua esistenza.

“La malattia mi ha sconvolto, ma mi ha anche riportato all’essenziale. Ho trovato rifugio nella fede del Signore. Sono profondamente devoto a Padre Pio e per me vivere a pochi chilometri da Pietrelcina ha un significato particolare. La preghiera mi accompagna ogni giorno e mi aiuta ad affrontare con serenità anche i momenti più difficili.”

Accanto alla fede c’è naturalmente la famiglia.

“Quando ti trovi davanti alla fragilità della vita, riscopri il valore degli affetti. Mia moglie, i miei figli, i miei nipoti rappresentano la forza che mi spinge ad andare avanti. Anche se hai fede, sono loro a rafforzare il desiderio di vivere. Ti rendi conto che tutto il resto passa in secondo piano. La politica, gli incarichi, il potere: alla fine ciò che conta davvero sono le persone che ami.”

L’ex Guardasigilli ha poi spostato l’attenzione sul momento politico che sta vivendo il Paese.

“Dopo oltre cinquant’anni di vita politica ho visto nascere e tramontare intere stagioni della Repubblica. Oggi avverto una forte frammentazione e una crescente difficoltà nel costruire un dialogo tra le diverse forze politiche.”

Secondo Mastella, una delle priorità dovrebbe essere quella di restituire autorevolezza alla politica estera italiana.

“Mi piacerebbe rivedere un’Italia capace di presentarsi unita davanti alle grandi questioni internazionali. Penso agli anni in cui Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, pur appartenendo a culture politiche diverse, riuscivano a condividere una visione comune sulle grandi scelte strategiche del Paese. Oggi servirebbe quello stesso spirito di responsabilità.”

Parlando degli attuali equilibri interni, Mastella ha osservato come il dibattito politico sembri essere sempre più dominato dagli estremi.

“Registriamo quello che definisco l’effetto Vannacci, un fenomeno che testimonia come l’elettorato sia alla ricerca di figure forti e di messaggi radicali. Ma nel frattempo è quasi scomparsa un’area moderata capace di fare sintesi.”

Da qui il rilancio della sua idea di ricostruire un centro politico.

“C’è bisogno di una forza riformista, popolare e moderata che possa dialogare con tutti senza estremismi. Continuerò a impegnarmi perché questa prospettiva possa prendere forma. L’Italia ha sempre avuto bisogno di equilibrio e oggi più che mai manca una casa politica per milioni di cittadini moderati.”

Non è mancata una riflessione sul quadro geopolitico internazionale e sul ruolo degli Stati Uniti.

“Trump continua ad alimentare polemiche praticamente con tutti, persino con esponenti del suo stesso schieramento. Mi auguro che il Congresso americano possa svolgere pienamente la propria funzione di garanzia, evitando che prevalgano logiche di contrapposizione permanente.”

Secondo Mastella, il mondo sta attraversando una delle fasi più delicate dalla fine della Guerra Fredda.

“La guerra in Ucraina continua a provocare conseguenze gravissime sul piano umano, economico e diplomatico. A questa si aggiunge il conflitto in Medio Oriente, che rischia di allargarsi ulteriormente e di compromettere gli equilibri dell’intera area mediterranea. Sono crisi che richiedono grande responsabilità da parte della comunità internazionale.”

Tra le principali sfide figura anche il fenomeno migratorio.

“Serve una politica europea seria, capace di coniugare solidarietà e sicurezza. Non possiamo lasciare soli i Paesi di frontiera come l’Italia, ma allo stesso tempo dobbiamo garantire regole certe e controlli efficaci. È un tema che riguarda la stabilità sociale e la sicurezza del nostro Paese.”

L’intervista si è conclusa con uno sguardo al futuro. Nonostante la prova personale che sta affrontando, Mastella ha ribadito di voler continuare a guidare Benevento e a partecipare al dibattito pubblico con la stessa determinazione che ha caratterizzato la sua lunga carriera.

“La politica ha rappresentato gran parte della mia vita e continuerò a servire la mia comunità finché avrò le forze per farlo. Oggi, però, ho imparato una cosa: la salute, la fede e gli affetti valgono più di qualsiasi incarico istituzionale. È questa la lezione più importante che la vita mi ha insegnato.”

Un’intervista che ha restituito l’immagine di un uomo segnato dalla malattia ma non piegato, deciso a continuare il proprio impegno pubblico con la consapevolezza che le sfide personali possono cambiare profondamente anche il modo di guardare alla politica e al futuro.

L’audio della rubrica è disponibile su Spotify:
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