La gentilezza come leva strategica: nella professione del commercialista il nuovo valore che cambia imprese e relazioni (Intervista con Giovanna Villa)

Non è solo una questione di educazione o stile personale. Nelle professioni economiche e nella governance aziendale, la gentilezza sta assumendo il valore di una vera leva strategica. Nell’intervista a Casa Radio, la commercialista e revisore dei conti Giovanna Villa racconta l’evoluzione della professione negli ultimi trent’anni, l’ingresso crescente delle donne nei ruoli decisionali e il ruolo della gentilezza come fattore competitivo, oggi sempre più centrale anche nelle politiche ESG e nella gestione delle risorse umane.

Gentilezza e professioni: un valore che entra nella governance

Nel lessico economico contemporaneo dominato da digitalizzazione, sostenibilità e governance, si fa strada un concetto che fino a pochi anni fa sembrava appartenere più alla sfera personale che a quella professionale: la gentilezza. Non più semplice cortesia, ma una vera leva strategica capace di incidere sul funzionamento delle organizzazioni e sulla qualità delle decisioni.

È questo il filo conduttore emerso dall’intervista a Giovanna Villa, commercialista e revisore dei conti con oltre trent’anni di esperienza, intervenuta ai microfoni di Casa Radio. Una testimonianza che attraversa l’evoluzione della professione contabile e apre una riflessione sul valore delle relazioni nelle imprese moderne.

«La gentilezza non è debolezza – spiega Villa – ma un modo efficace di comunicare e prendere decisioni. Anche quando serve fermezza, il modo in cui si esprimono i contenuti può cambiare il risultato».

Una visione che trova sempre più spazio nei modelli di leadership contemporanei, dove la capacità relazionale è considerata una competenza strategica.

Dal commercialista tecnico al consulente strategico

Negli ultimi trent’anni la professione del commercialista ha attraversato una trasformazione radicale. Dalla gestione cartacea degli anni ’90, fatta di faldoni e verifiche manuali, si è passati a un sistema digitalizzato e altamente normato.

Ma la vera evoluzione riguarda il ruolo del professionista all’interno delle aziende. Non più soltanto gestione contabile e fiscale, ma supporto alle scelte strategiche.

«Oggi il commercialista è parte della visione dell’impresa – sottolinea Villa – perché deve contribuire a costruire assetti organizzativi adeguati e sostenibili».

Questo cambiamento riflette l’evoluzione delle normative, che richiedono alle imprese modelli organizzativi sempre più strutturati e sistemi di controllo efficaci.

Parallelamente cresce la necessità di aggiornamento continuo. La formazione non è più una fase iniziale della carriera, ma una condizione permanente.

Donne e professioni economiche: una presenza sempre più significativa

L’evoluzione della professione si accompagna a una crescente presenza femminile nel mondo economico. Se negli anni ’90 le facoltà economiche erano frequentate prevalentemente da uomini, oggi la parità numerica è quasi raggiunta.

Anche negli ordini professionali si registra un aumento delle donne, con effetti positivi anche sul fronte retributivo.

Secondo Villa, tuttavia, restano ancora margini di miglioramento nei ruoli decisionali. L’introduzione delle quote di genere nei consigli di amministrazione ha rappresentato un passaggio importante, ma la sfida ora riguarda la costruzione di percorsi di crescita interna che consentano alle donne di accedere a posizioni strategiche.

La sostenibilità passa dalle persone

Nel dibattito sulla sostenibilità aziendale, l’attenzione si concentra spesso sugli aspetti ambientali. Ma la dimensione sociale sta assumendo un ruolo sempre più centrale.

«Le aziende sono fatte prima di tutto di persone – osserva Villa – e il modo in cui si gestiscono le relazioni incide sulla qualità del lavoro».

In questo contesto, la gentilezza diventa uno strumento operativo per migliorare il clima organizzativo e favorire il coinvolgimento dei dipendenti.

Il concetto di stakeholder engagement, oggi centrale nelle politiche ESG, richiede infatti una comunicazione efficace e una gestione equilibrata dei rapporti con dipendenti, clienti e fornitori.

Giovani generazioni e nuovi modelli di lavoro

Le nuove generazioni stanno contribuendo a ridefinire il modello organizzativo delle imprese. I giovani professionisti attribuiscono crescente importanza alla qualità dell’ambiente lavorativo e alla possibilità di conciliare vita personale e professionale.

Questo cambiamento impone alle aziende di adottare modelli più flessibili e collaborativi.

Strumenti come team building, networking interno e formazione continua stanno diventando elementi essenziali per attrarre e trattenere talenti.

Anche in contesti tradizionalmente conservatori, come le piccole e medie imprese, si registrano segnali di apertura verso modelli organizzativi più inclusivi.

Gentilezza e performance: un nuovo indicatore organizzativo

Tra le intuizioni più rilevanti emerse dall’intervista vi è la possibilità di considerare la gentilezza come un indicatore di performance aziendale.

Non si tratta soltanto di migliorare il clima interno, ma di costruire una cultura organizzativa basata sulla qualità delle relazioni.

Secondo Villa, la gentilezza dovrebbe entrare formalmente nei codici etici aziendali, diventando un riferimento per la gestione delle risorse umane e delle relazioni esterne.

Un approccio che consente di rafforzare la fiducia degli stakeholder e migliorare la reputazione aziendale.

Digitalizzazione e relazioni: la ricerca di un equilibrio

La trasformazione digitale rappresenta una delle principali sfide per le professioni contemporanee. L’automazione e l’intelligenza artificiale stanno cambiando profondamente il modo di lavorare.

Ma esiste un rischio: quello di ridurre il contatto umano e impoverire la qualità delle relazioni.

Secondo Villa, la tecnologia deve essere uno strumento al servizio delle persone, non un elemento sostitutivo della relazione.

«Sta diventando tutto sempre più digitale – osserva – ma non dobbiamo dimenticare il valore umano del lavoro».

Una riflessione particolarmente attuale in un contesto in cui la velocità dei processi rischia di ridurre gli spazi di confronto.

Il capitale invisibile delle imprese moderne

Nel bilancio di un’impresa compaiono numeri, dati e indicatori finanziari. Ma esiste un capitale che non si misura in modo diretto: quello relazionale.

La gentilezza rappresenta una componente essenziale di questo capitale invisibile. Non è registrata nei conti economici, ma incide profondamente sulla qualità delle decisioni e sulla stabilità delle organizzazioni.

L’esperienza di Giovanna Villa dimostra come, anche in professioni tradizionalmente percepite come tecniche e rigorose, la dimensione umana rappresenti un fattore determinante.

Nel tempo della digitalizzazione e delle trasformazioni globali, la gentilezza si configura come una competenza destinata a diventare sempre più centrale. Non un semplice atteggiamento, ma un vero strumento di governance, capace di migliorare la qualità del lavoro e sostenere la competitività delle imprese.

Ascolta ora il Podcast:

BRICKS AND MUSIC
Puntata del 01/04/26
In primo piano

Collabora con noi

Promuovi il tuo business con noi!

Siamo proiettati al 100% verso il nostro pubblico che, ci segue e si fida per la nostra straordinaria capacità di scegliere i migliori partners sul mercato.

  • Seleziona categoria

  • Seleziona l'autore