Ucraina, Stoltenberg: “Kiev guadagna centinaia metri al giorno”

(Adnkronos) –
 L'Ucraina avanza nella controffensiva, la Russia perde terreno e territori nella fase cruciale della guerra secondo le ultime news. Kiev fa progressi, anche grazie al sostegno della Nato. E' il quadro che delinea Jean Stoltenberg, segretario generale della Nato, in audizione oggi 7 settembre 2023 davanti alla commissione Afet del Parlamento Europeo, a Bruxelles. Le forze armate ucraine contro i russi "stanno facendo progressi, forse non così tanto come avevamo sperato, ma stanno guadagnando qualche centinaio di metri al giorno. Il che vuol dire che i russi stanno perdendo terreno", dice. "Nessuno – continua – ha mai detto che la controffensiva ucraina sarebbe stata facile. I russi hanno preparato linee difensive, con trincee, con ostacoli per i carri armati, denti di drago (ostacoli in ferro e cemento particolarmente efficaci nell'ostacolare i mezzi corazzati, ndr) e mine, enormi quantità di mine". "Quasi mai nella storia – prosegue – abbiamo visto più mine" disseminate sul territorio di un Paese. "Era ovvio" che l'operazione "sarebbe stata estremamente difficile, ma gli ucraini hanno lanciato la controffensiva perché vogliono liberare terreno", sottraendolo agli invasori russi.  "L'Ucraina sta guadagnando gradualmente terreno e questo dimostra l'importanza del nostro sostegno per la controffensiva". E' importante "continuare questo supporto, perché i combattimenti sono pesanti, difficili. Sono riusciti ad aprire una breccia nelle linee difensive delle forze russe e stanno avanzando", aggiunge Stoltenberg, sottolineando che per l'Alleanza la "priorità numero uno" è "far sì che tutti i sistemi d'arma già consegnati" all'Ucraina "funzionino davvero", assicurando "munizioni e una adeguata manutenzione".  Il dibattito pubblico, nota, "è un po' troppo focalizzato sulla consegna di nuovi sistemi piuttosto che sulla manutenzione necessaria a far funzionare" quelli già sul posto. "L'Olanda, la Danimarca e anche la Norvegia hanno annunciato di essere pronte a consegnare F16" all'Ucraina e "molti altri alleati hanno annunciato di essere pronti ad addestrare i piloti ucraini". "Tutti vorremmo investire in qualcos'altro", ma "il problema è che, a volte, bisogna investire in armamenti per assicurare la pace", dice Stoltenberg, rispondendo agli eurodeputati. Quando era primo ministro della Norvegia, spiega, anche lui in passato ha tagliato il bilancio della difesa, "perché le tensioni calavano, vedevamo meno minacce e credevamo nella possibilità di lavorare con la Russia". Oggi, come segretario generale della Nato, "vorrei che tutti gli alleati rispettassero l'impegno" di spendere almeno il 2% del Pil per la difesa. Attualmente "11 Paesi" rispettano quella soglia, "ma sono incoraggiato" dal fatto che gli altri Stati dell'Alleanza hanno "aumentato le spese" per la difesa, inclusa la Germania, conclude Secondo Stoltenberg il presidente russo Vladimir Putin, scatenando in Ucraina "la più grande guerra che abbiamo visto in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale", ha commesso "almeno due grandi errori strategici". Il primo, continua, è che "ha sottovalutato totalmente gli ucraini, la forza e l'impegno, il coraggio del popolo ucraino, della leadership ucraina e delle forze armate" di quel Paese. "L'altro grande errore strategico – aggiunge – che ha fatto è stato sottovalutare la nostra volontà, il nostro impegno a sostenere l'Ucraina, a sostenere Kiev con sanzioni economiche, con supporto politico e militare, che è una cosa senza precedenti. Il sostegno militare che abbiamo visto dall'Ue e dalla Nato è molto maggiore di quanto ci si aspettasse", afferma.  Stoltenberg ha poi ribadito che "sta alla Nato e all'Ucraina decidere quando Kiev diverrà un membro" della Nato. "La Russia non può porre il veto sull'adesione di alcuno Stato indipendente e sovrano in Europa" all'Alleanza atlantica.  E ricorda: "Nell'autunno del 2021 il presidente russo Vladimir Putin ci inviò una bozza di trattato: voleva che la Nato firmasse l'impegno a non allargarsi più. Questo è quello che ci ha mandato: naturalmente non lo abbiamo firmato". "Era la precondizione per non invadere l'Ucraina – continua – voleva che rimuovessimo le infrastrutture militari in tutti i Paesi entrati dal 1997, il che voleva dire che avremmo dovuto rimuovere la Nato dall'Europa Centrale ed Orientale, introducendo una membership di seconda classe. Lo abbiamo rifiutato e lui è andato alla guerra, per evitare di avere confini più vicini alla Nato. Ha ottenuto esattamente l'opposto: una maggiore presenza della Nato nella parte orientale dell'Alleanza. La Finlandia ha aderito e presto anche la Svezia diverrà membro" della Nato.     —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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