Referendum Giustizia, Fabio Verna vicepresidente del Comitato nazionale per il Sì: «Non è uno scontro politico, ma un’evoluzione del sistema»

Il professor Fabio Verna è intervenuto nel corso della trasmissione Buongiorno Italia su Casa Radio, ospite del direttore Giovanni Lacagnina, per approfondire uno dei temi più rilevanti del dibattito istituzionale delle prossime settimane: il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere nella magistratura, in programma il 22 e 23 marzo.

Nel suo intervento, Verna – vicepresidente del Comitato nazionale per il “Sì” – ha voluto subito chiarire la natura della consultazione referendaria. «Non siamo di fronte a uno scontro politico tra maggioranza e opposizione – ha spiegato – ma a una scelta che riguarda l’evoluzione del nostro sistema giudiziario». Il professore ha sottolineato come il referendum non sia abrogativo, bensì affermativo: si tratta cioè di confermare un percorso di riforma maturato attraverso l’iter parlamentare, in un contesto di bicameralismo perfetto che ha portato il testo fino al vaglio popolare.

Uno dei passaggi centrali dell’intervista ha riguardato il confronto con gli altri ordinamenti europei. Verna ha ricordato che soltanto Italia e Grecia non prevedono una netta separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici. In molti altri Paesi europei, infatti, la distinzione tra funzione requirente e funzione giudicante è strutturalmente definita e, secondo il professore, ciò contribuisce a rafforzare la percezione di imparzialità del giudice. Ha inoltre richiamato il pensiero di autorevoli giuristi del passato che già auspicavano una riforma in tal senso, evidenziando come il dibattito non sia affatto recente ma affondi le radici in riflessioni di lunga data.

Il Comitato nazionale per il “Sì”, presieduto dall’avvocato Carlo Scala, si è strutturato con quattro vicepresidenti, tra cui lo stesso Verna. Collaborano attivamente anche l’avvocato Romolo Reboa, l’avvocato Filippo Carusi e la dottoressa Maria Beatrice Scibetta . Proprio quest’ultima, ha evidenziato Verna, grazie alla sua giovane età , sta riuscendo a intercettare l’interesse di una fascia di elettorato più giovane, sensibile ai temi della riforma della giustizia e del rinnovamento istituzionale.

Un altro aspetto rilevante toccato durante l’intervista è stato quello dei sondaggi, che nelle ultime settimane registrano una rimonta del fronte del “No”. Verna ha riconosciuto il dato, ma ha invitato alla prudenza nell’interpretarlo. «La partita è ancora aperta – ha affermato – e molto dipenderà dalla capacità di spiegare ai cittadini il senso profondo della riforma». In quest’ottica, il Comitato ha intensificato le iniziative informative sia in Italia sia all’estero, coinvolgendo i connazionali residenti fuori dai confini nazionali. Secondo Verna, molti italiani che vivono in Paesi dove la separazione delle carriere è già in vigore guardano con favore alla riforma, avendo sperimentato sistemi giudiziari nei quali la distinzione tra accusa e giudizio è più marcata.

Nel merito, il professore ha ribadito che il pubblico ministero svolge un ruolo fondamentale nell’ordinamento, così come il magistrato giudicante. Tuttavia, una separazione più netta delle carriere contribuirebbe a rafforzare il principio del giudice terzo e imparziale. «Il processo – ha ricordato – è un momento decisivo nella vita di un cittadino. Non è solo un fatto tecnico-giuridico, ma un’esperienza umana che può avere conseguenze profonde sul piano personale, familiare e professionale». Anche un semplice avviso di garanzia, ha osservato, può generare tensioni psicologiche e ripercussioni sociali significative.

A questo proposito, Verna ha richiamato casi simbolici che hanno segnato la memoria collettiva italiana, come quello di Enzo Tortora, e ha citato il film Detenuto in attesa di giudizio interpretato da Alberto Sordi, opere e vicende che hanno contribuito a mettere in luce le criticità e le lentezze di una giustizia talvolta percepita come eccessivamente farraginosa. «Errori e disfunzioni – ha aggiunto – purtroppo possono accadere. Proprio per questo è necessario rafforzare il senso di responsabilità e di equilibrio all’interno del sistema».

Secondo Verna, la separazione delle carriere rappresenta un primo passo verso una riforma più ampia ed effettiva della giustizia italiana. L’obiettivo è quello di garantire un giudice realmente terzo, capace di assumere decisioni in modo sereno, senza condizionamenti e senza sovrapposizioni di ruolo. «Non è la soluzione di tutti i problemi – ha precisato – ma è un segnale importante nella direzione di una maggiore chiarezza e di un rafforzamento della fiducia dei cittadini nelle istituzioni».

In chiusura, il professore ha rivolto un appello agli elettori affinché partecipino al voto. Al di là delle posizioni favorevoli o contrarie, ha sottolineato, il referendum rappresenta un momento fondamentale di democrazia diretta. «Andare a votare – ha concluso – significa contribuire in prima persona alla definizione dell’assetto costituzionale del Paese. È una responsabilità civica che riguarda tutti

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