Dalle misure fiscali al caso Almasri, passando per l’elezione del sindaco di New York Mamdani e lo scontro con Ranucci: il senatore azzurro rivendica le scelte del Governo e parla di un’Italia “più solida, più rispettata e finalmente fiduciosa”.
Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri è intervenuto ai microfoni di Buongiorno Italia, trasmissione di Casa Radio condotta dal direttore Giovanni Lacagnina, per affrontare i temi più caldi della politica economica e commentare le polemiche sul taglio dell’Irpef previsto nella Manovra finanziaria.
Secondo il parlamentare azzurro, il dibattito di queste settimane è stato inquinato da “un racconto fuorviante e ideologico” che tende a distorcere il senso delle misure adottate dal Governo.
“La riduzione dell’Irpef non premia i ricchi, ma sostiene i ceti medi”
Le critiche sono partite dalle dichiarazioni del presidente dell’Istat, Francesco Chelli, secondo cui oltre l’85% delle risorse derivanti dalla riduzione dell’Irpef andrebbero “alle famiglie appartenenti ai quinti più ricchi della distribuzione del reddito”.
Un’analisi contestata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha precisato come l’intervento – la riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% – sia destinato in realtà a tutelare i contribuenti con redditi medi.
Gasparri ha difeso con forza la scelta del Governo, spiegando che la misura “non è un regalo ai ricchi, ma un segnale di fiducia verso chi produce, lavora e sostiene la macchina economica del Paese”.
Ha ricordato come negli ultimi anni, grazie alle politiche di centrodestra, l’Italia abbia registrato una crescita occupazionale significativa: “Si sono creati oltre un milione e duecentomila posti di lavoro. Non è propaganda, sono dati concreti che raccontano un Paese che si sta rialzando.”
Il senatore ha aggiunto che “il vero problema non è chi guadagna troppo, ma chi frena la crescita con tasse e burocrazia”. E ha sottolineato che il Governo intende “premiare chi si impegna, non punire chi riesce”.
“L’Italia cresce, i conti sono sotto controllo e i mercati ci credono”
Nella parte centrale dell’intervista, Gasparri ha tracciato un quadro di fiducia sull’andamento generale dell’economia.
“L’Italia cresce più di altri Paesi europei – ha osservato –. I conti pubblici sono in ordine, il deficit è sotto controllo e lo spread si aggira intorno ai 70 punti, mentre qualche anno fa era a 500. Questo dimostra che i mercati ci credono e che la comunità internazionale considera l’Italia un Paese stabile e affidabile.”
Il senatore ha parlato anche del clima economico generale, ricordando come la stabilità politica e la serietà delle scelte di bilancio abbiano migliorato la percezione del Paese all’estero.
“Nonostante le tensioni globali, le guerre e l’incertezza internazionale, l’Italia tiene la rotta. Il nostro Governo lavora con serietà, non con gli slogan. E i risultati cominciano a vedersi, anche nei settori dell’impresa e della produzione.”
“Imprese, sanità e fisco: la manovra è migliorabile ma equilibrata”
Gasparri ha riconosciuto che alcune misure potranno essere affinate in Parlamento, ma ha rivendicato la coerenza dell’impianto generale.
“Il Parlamento è la sede naturale del confronto democratico – ha ricordato –. Noi siamo pronti a valutare emendamenti costruttivi, purché servano a migliorare e non a distruggere. L’obiettivo resta lo stesso: garantire crescita, occupazione e sostegno a chi crea ricchezza.”
Ha poi citato gli interventi a favore della sanità, con lo stanziamento di risorse per il personale medico e infermieristico, e le misure destinate alle piccole e medie imprese, cuore pulsante del sistema produttivo italiano.
“Le aziende vanno messe in condizione di assumere e investire. L’Italia riparte solo se il lavoro riparte. E per farlo, bisogna alleggerire il carico fiscale e ridurre gli ostacoli burocratici.”
“Rottamazione e pace fiscale per dare ossigeno a famiglie e imprese”
Tra i provvedimenti più discussi, Gasparri ha difeso la cosiddetta “pace fiscale” e la rottamazione delle cartelle.
“Non sono condoni, come qualcuno vuole far credere – ha spiegato –. Sono strumenti di giustizia e di buon senso. Aiutano famiglie e imprese a chiudere contenziosi infiniti che non portano benefici a nessuno. Lo Stato incassa, i cittadini respirano, e si ristabilisce un rapporto di fiducia tra fisco e contribuente.”
Il senatore ha insistito sulla differenza culturale tra il centrodestra e la sinistra: “Noi vogliamo uno Stato che aiuti, non che punisca. La sinistra, invece, continua a pensare che la soluzione ai problemi sia sempre tassare di più. È un’idea vecchia e fallita, che ha già dimostrato di non funzionare.”
“Sul caso Almasri l’Italia ha agito con fermezza e responsabilità”
Gasparri ha poi affrontato il caso Almasri, l’attivista respinto dall’Italia dopo un provvedimento del Ministero dell’Interno, che ha scatenato dure reazioni da parte della sinistra.
“È stato giusto espellerlo – ha detto senza mezzi termini –. Parliamo di una persona che non aveva titolo per restare nel nostro Paese e che aveva manifestato comportamenti pericolosi. L’Italia non può essere il rifugio di chi delinque o rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale.”
Il senatore ha sottolineato che anche Germania e Regno Unito avevano classificato Almasri come soggetto a rischio, mentre la Corte Penale Internazionale aveva emesso un avviso a suo nome.
“Il Governo ha agito nel pieno rispetto delle regole e della sicurezza. Non accetteremo mai che qualcuno metta a rischio i nostri cittadini per motivi ideologici.”
“La sinistra esulta per Mamdani a New York ma fallisce in Italia”
Durante l’intervista, Gasparri ha commentato anche la recente elezione del nuovo sindaco di New York, Mamdani, salutata con entusiasmo da parte della sinistra italiana.
“Trovo curioso – ha detto – che la sinistra italiana si esalti per una vittoria che non le appartiene. Mamdani è stato eletto in un contesto completamente diverso dal nostro, con dinamiche locali che nulla hanno a che vedere con la politica italiana.”
Gasparri ha definito questa reazione “un segno di debolezza”: “Quando non riescono a vincere in Italia, si aggrappano a simboli stranieri per sentirsi vivi. Ma la realtà è che la sinistra italiana non convince più. È lontana dai cittadini, dai lavoratori e dalle imprese. E i risultati delle ultime elezioni lo confermano.”
“Con Ranucci solo richiesta di chiarezza: il servizio pubblico deve essere imparziale”
Infine, il senatore ha parlato dello scontro con Sigfrido Ranucci, conduttore del programma Report, durante l’audizione in Commissione di Vigilanza Rai.
“Ho semplicemente chiesto trasparenza e rispetto delle regole – ha spiegato Gasparri –. Non si può trasformare il servizio pubblico in una tribuna politica camuffata da giornalismo d’inchiesta. Tutti devono rispondere del proprio operato, anche chi lavora in Rai e usa spazi pagati dai cittadini.”
Il senatore ha difeso la libertà di stampa, ma ha avvertito: “La libertà di informazione è sacrosanta, ma non deve diventare libertà di diffamazione. Chi fa servizio pubblico deve garantire equilibrio, pluralismo e rispetto di tutte le opinioni.”
“L’Italia reagisce e guarda avanti”
In chiusura, Gasparri ha espresso fiducia nell’azione del Governo e nella solidità del sistema economico nazionale.
“L’Italia sta dimostrando di saper reagire – ha detto –. Le difficoltà ci sono, ma ci sono anche risultati concreti: più occupazione, meno tasse, più fiducia internazionale. Continueremo su questa strada, nonostante chi, da sinistra, continua a tifare contro il Paese. Gli italiani sanno distinguere tra chi costruisce e chi distrugge. E noi continueremo a costruire.”










