Ci ha lasciati Sandro Mazzola , leggenda nerazzurra di un calcio nostalgico . Il suo ricordo resterà per sempre legato ai suoi gol, alle sue giocate e a quel modo elegante e inconfondibile di stare in campo .
Figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, Sandro è cresciuto portando sulle spalle un cognome importante. Il confronto con il padre lo accompagnò fin da giovane, ma con il talento e il carattere riuscì a costruire una storia tutta sua, diventando uno dei protagonisti della straordinaria Grande Inter degli anni Sessanta.
Con la maglia nerazzurra conquistò quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Nel 1964 fu protagonista della finale di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid, segnando una memorabile doppietta. Era un calciatore completo, capace di giocare in più ruoli, con tecnica, velocità, fantasia e un dribbling che faceva innamorare i tifosi.
Il suo nome è indissolubilmente legato anche a quello di Luisito Suárez, compagno di tante battaglie nella Grande Inter. Quando Suárez mi parlava di Mazzola, gli brillavano gli occhi. Bastava ascoltarlo per capire quanto affetto e ammirazione ci fossero dietro quelle parole, il rispetto profondo per un compagno che aveva condiviso con lui una delle squadre più forti della storia del calcio.
Con la Nazionale italiana visse un'altra grande pagina della sua carriera, anche attraverso la celebre rivalità con Gianni Rivera. Inter e Milan, due maglie, due campioni, due modi diversi di interpretare il calcio. Una rivalità che apparteneva al campo, mentre fuori c'era spazio per il rispetto e l'amicizia.
Sandro rimase fedele all'Inter per tutta la sua carriera, rifiutando anche l'idea di vestire la maglia della Juventus. Dopo il ritiro continuò a vivere nel mondo del calcio come dirigente e poi come opinionista televisivo, conservando sempre la sua ironia e quella capacità di raccontare il calcio con passione.
Per i tifosi nerazzurri Mazzola non sarà mai soltanto un ex calciatore. Sarà sempre il Baffo, il ragazzo delle serpentine, dei gol e delle grandi notti europee. Un uomo che ha contribuito a scrivere la storia dell'Inter e che ha regalato emozioni a intere generazioni.
Ciao Sandro. E forse il modo più bello per ricordarti sono proprio gli occhi di chi ti ha conosciuto e amato: occhi che, quando parlavano di te, continuavano a brillare.

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Il calcio piange Sandro Mazzola , simbolo della storia dell’Inter

Giornalista iscritto all’Ordine dal 24 maggio 1990 e laureato in Sociologia. Direttore Responsabile di Casa Radio, è accreditato presso la Santa Sede e diverse istituzioni italiane. Giovanni Lacagnina è il direttore di Casa Radio, una figura di rilievo nel panorama giornalistico italiano. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 24 maggio 1990,Lacagnina ha una solida formazione accademica con una laurea in Sociologia. Vicepresidente Confassociazioni Comunicazione , Informazione e Media, con Delega politico-Istituzionale. E’ attualmente accreditato presso la Santa Sede e importanti istituzioni italiane, tra cui la Presidenza della Repubblica, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Camera dei Deputati e il Senato, testimonianza della sua autorevolezza e il riconoscimento professionale nel campo del giornalismo italiano.
