La moda italiana perde uno dei suoi protagonisti più indiscussi: Valentino.
Valentino non è stato soltanto uno stilista straordinario, ma un autentico creatore di bellezza assoluta. Nei suoi abiti convivevano disciplina e sogno, rigore e poesia. Ogni linea, ogni colore, ogni dettaglio raccontava la sua visione del mondo: un mondo fatto di eleganza senza tempo, di armonia, di rispetto profondo per la bellezza.
Ho avuto la rara fortuna di conoscerlo durante una delle sue sfilate, immerse in un’atmosfera di luce, passione e colore, accese dall’inconfondibile rosso Valentino che dominava la passerella. In quei momenti non brillava solo il genio creativo, ma emergeva anche l’uomo. Umanamente mi ha trasmesso una grande sensibilità: era attento, ironico, capace di osservare e soprattutto di ascoltare. Lo stimavo profondamente non solo per il suo talento, ma per il suo modo di essere: autentico, affettuoso, innamorato della vita.
Amava la bellezza in ogni sua forma: la famiglia, le sue muse, gli amici, i suoi cani, i giardini curati con la stessa dedizione con cui disegnava un abito. E poi quell’eleganza cinematografica, quasi da grande storia hollywoodiana, che lo accompagnava sempre. Tutto in lui parlava di stile, anche nei gesti più semplici.
Spiritoso, a volte lieve, sempre pronto a sorridere anche nei momenti più difficili. Bastava un tocco di mascara, un sorriso accennato, e la tristezza veniva delicatamente celata dietro quella sua innata, inconfondibile eleganza.
Valentino lascia un’eredità immensa fatta di bellezza, disciplina, visione e grazia. Ma lascia soprattutto un vuoto umano profondo in chi ha avuto il privilegio di conoscerlo da vicino.
Valentino,
grazie per aver insegnato al mondo che l’eleganza, prima di tutto, è un modo di essere.
Oggi sento che si chiude un’epoca.









