(Adnkronos) –
"Non si possono cambiare le parole di 'Bella ciao'". Comincia così il messaggio di Alessandro Gassmann condiviso sui social in cui 'critica' la performance di Delia, che ieri durante il concerto del Primo Maggio a Roma ha modificato il testo della celebre canzone, sostituendo la parola "partigiano" con "essere umano". "Hanno un senso ed una importanza – continua il post social dell'attore- che non possono e non devono cambiare. Il partigiano Non è un qualsiasi essere umano". "È un essere umano che, rischiando e a volte perdendo la propria vita, ti ha ridato la libertà", ha scritto Gassmann che proprio lo scorso anno ha assistito all'esibizione del figlio Leo che, nel concertone del 2025, in piazza San Giovanni Laterano ha interpretato proprio Bella Ciao. Intanto Delia, viste le polemiche per la sua scelta, è intervenuta sui social per fare chiarezza sulla sua esibizione. L'artista ha ribadito la sua "posizione chiara contro chi si arroga il diritto di togliere la vita ad altri esseri umani, oggi e sempre". Nel suo post, Delia ha evidenziato il significato delle parole: "Il partigiano era letteralmente un rivoluzionario che ha preso le armi e si è ribellato. 'Essere umano' era per i civili che vengono ammazzati dalle bombe mentre stanno cenando a casa o mentre stanno dormendo con i propri figli". La cantante ha sottolineato di aver sentito "tanto affetto e partecipazione" dalla piazza di San Giovanni, nonostante le polemiche online. L'artista ha poi allargato la sua riflessione ai conflitti attuali. "Mentre ci indigniamo per una parola cambiata, da oltre quattro anni in Ucraina muoiono civili che non hanno scelto di combattere. Le decisioni vengono prese, come è stato detto anche da Papa Leone, da una cerchia ristretta di persone che giocano a fare i bulli, incuranti della vita degli altri e spesso guidate da interessi economici", ha scritto. E ancora: "Ci indigniamo per una parola cambiata mentre, da settimane, in Iran vengono calpestati diritti fondamentali e migliaia di persone hanno già perso la vita. E troppo spesso questa indignazione non basta a farci reagire davvero, a ricordare che si tratta di esseri umani come noi, con famiglie, figli, genitori: vite spezzate per colpa di pochi, sempre nel nome del denaro". Infine, "ci indigniamo per una parola cambiata mentre a Gaza sta avvenendo un vero e proprio genocidio". Delia ha rivendicato il valore universale del canto partigiano: "Se una canzone, ottant’anni fa, è stata simbolo di libertà, possiamo esserne fieri. E se oggi può ancora servire a stimolare una riflessione su ciò che accade nel mondo, allora ha senso cantarla". Ha poi ricordato la sua esibizione a X Factor, dove con la stessa canzone aveva rievocato i Vespri siciliani, "un vero e proprio sterminio del mio popolo", per sottolineare come il brano possa essere un simbolo di libertà trasversale. "Questa è la mia posizione: ogni essere umano deve essere rispettato, a prescindere dalla sua origine, dal suo credo e dal suo ruolo sociale", ha concluso Delia. "Perché, prima di tutto e sopra tutto, siamo esseri umani".
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)









