(Adnkronos) –
Se l'Italia vuole la riapertura dello stretto di Hormuz convinca Usa e Israele a porre fine alla guerra all'Iran. Questo in sintesi il messaggio indirizzato oggi, venerdì 3 aprile, da Teheran a Roma via social. "Prima di parlare della riapertura dello stretto di Hormuz, l’Italia deve opporsi con fermezza alla palese violazione del diritto internazionale da parte degli aggressori americano-sionisti!", scrive in un post su X l'ambasciata iraniana a Roma, ribadendo che "l’insicurezza nello stretto di Hormuz è il risultato diretto dell’aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista, non della legittima difesa dell’Iran". "Se siete preoccupati per la crisi globale dell’energia e dei fertilizzanti – esorta la rappresentanza di Teheran – costringete gli aggressori a porre fine completamente e definitivamente alla guerra, affinché la stabilità possa tornare nella regione". Attraverso lo Stretto di Hormuz passa il 20% del petrolio mondiale. L'Iran di fatto blocca il braccio di mare, paralizzando il traffico di greggio nel Golfo Persico da settimane. Sono evidenti gli effetti sul costo del petrolio, con un barile salito anche oltre 100 dollari, e sui prezzi dei carburanti, con aumenti rilevanti in numerosi paesi, Italia compresa. Per far fronte al caro carburante, il governo italiano ha varato e confermato il taglio delle accise, che rimarrà in vigore per tutto il mese di aprile. In questo contesto l'Ue raccomanda agli Stati membri, e anche all'Italia, di attingere allo strumentario dell'Agenzia internazionale per l'energia per trovare degli spunti di riduzione della domanda, come ha sottolineato il commissario Ue Dan Jorgensen nel corso di una conferenza stampa al termine della riunione straordinaria dei ministri dell'Energia all'inizio della settimana. "Sappiamo che ci sono circostanze nazionali diverse, dunque non possiamo imporre una soluzione unitaria a tutti, però è chiaro che quanto più si riuscirà a economizzare il petrolio, soprattutto il diesel, tanto meglio sarà per tutti", ha detto. L'Aie ha raccomandato un piano in 10 punti che include il ricorso al telelavoro, la riduzione dei limiti di velocità di almeno 10 km in autostrada, incoraggiare il ricorso ai mezzi pubblici, ridurre l'accesso delle automobili alle città e utilizzare un tipo di guida efficace con meno consumo di carburante. "Non è che ci aspettiamo che tutti i Stati membri applichino tutti i 10 di questi punti per la riduzione della domanda ma rappresenta già un buon strumentario, e quindi raccomando che ogni Paese verifichi quali sono le sue possibilità per applicarlo".
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