Palamara: “La sicurezza non può essere terreno di scontro politico, servono regole chiare e tutela per la polizia”

L’ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, è intervenuto nel corso della trasmissione Buongiorno Italia su Casa Radio per affrontare uno dei temi più sensibili e divisivi del dibattito pubblico: la sicurezza e la stretta normativa voluta dal Governo, che punta ad accelerare l’introduzione di nuove regole in materia di ordine pubblico e gestione delle manifestazioni.

Sin dall’inizio dell’intervista, Palamara ha evidenziato la necessità di un provvedimento urgente volto alla tutela delle forze dell’ordine, in particolare degli agenti chiamati a far rispettare le regole durante le manifestazioni pubbliche. Secondo l’ex magistrato, la sicurezza non può essere considerata un tema di parte, ma deve rappresentare un valore condiviso all’interno di una società democratica.
In un Paese che possa definirsi “normale”, ha spiegato, tutti dovrebbero concorrere alla sicurezza collettiva, perché episodi di violenza – soprattutto nei confronti di chi indossa una divisa – non sono più accettabili e non possono essere giustificati in alcun modo.

Palamara ha riconosciuto come, inevitabilmente, il tema della sicurezza finisca per diventare oggetto di divisione politica, soprattutto quando entra nel circuito della comunicazione mediatica. A suo avviso, una parte del dibattito pubblico tende a strumentalizzare gli eventi, proponendo ricostruzioni che risultano talvolta superficiali o parziali. In questo senso ha fatto riferimento ad articoli apparsi su la Repubblica, che – secondo lui – si basano su una narrazione approssimativa e non sempre aderente alla complessità dei fatti.

L’ex presidente dell’ANM ha voluto chiarire un punto fondamentale: il diritto a manifestare non può e non deve essere messo in discussione. Nessuno può essere impedito a priori dal partecipare a un corteo o a una protesta. Tuttavia, ha sottolineato, lo Stato ha il dovere di predisporre controlli efficaci e mirati, proprio per garantire che il diritto di manifestare si svolga in condizioni di sicurezza e non degeneri in violenza. Libertà e sicurezza, ha ribadito, devono procedere insieme.

Sul ruolo della magistratura, Palamara ha escluso l’esistenza di una contrapposizione frontale con le forze dell’ordine. Piuttosto, ha osservato che oggi ai magistrati è richiesto uno sforzo culturale e interpretativo diverso, una maggiore consapevolezza rispetto a fenomeni che non possono più essere tollerati come in passato. Gli episodi di violenza durante le manifestazioni rappresentano un segnale preoccupante e impongono una riflessione seria sul rispetto delle regole, che deve valere per tutti.

Nel corso dell’intervista, Palamara ha commentato anche le dichiarazioni dell’ex capo della Polizia Franco Gabrielli, rilasciate sulle pagine de la Repubblica. Sul punto, l’ex magistrato si è detto sostanzialmente d’accordo: chi delinque non deve partecipare alle manifestazioni. È necessario, ha spiegato, intercettare preventivamente quei soggetti che utilizzano le piazze come terreno di scontro e violenza, al fine di impedirne la presenza.
La polizia, ha aggiunto, deve essere messa nelle condizioni di operare con serenità e deve essere adeguatamente tutelata, affinché non si ripetano episodi gravi come quelli verificatisi a Torino, che hanno segnato profondamente il rapporto tra cittadini e istituzioni.

Palamara ha poi allargato lo sguardo al piano politico, soffermandosi sulle parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha invitato le forze di sinistra a un voto congiunto sulle norme in materia di sicurezza. Secondo l’ex presidente dell’ANM, l’esperienza insegna che quando la sicurezza diventa un tema di bandiera politica, il rischio è quello di trasformarla in un terreno di scontro ideologico.
Se il dibattito si polarizza e si afferma che il Governo “soffoca la libertà” attraverso l’innalzamento delle soglie di punibilità, diventa estremamente difficile trovare un accordo politico ampio e condiviso. La conseguenza, ha osservato, è una situazione di stallo che non giova né ai cittadini né alle istituzioni.

Un passaggio particolarmente delicato dell’intervista ha riguardato il tema dello scudo penale per le forze dell’ordine. Palamara ha espresso una posizione prudente e riflessiva: da un lato, ha riconosciuto la necessità di tutelare maggiormente gli agenti, soprattutto dopo i fatti di Rogoredo e Torino, che hanno evidenziato le difficoltà operative in contesti ad alto rischio; dall’altro, ha messo in guardia dal pericolo di introdurre norme che possano essere percepite come una forma di impunità.
L’equilibrio tra tutela degli agenti e rispetto della legalità, ha sottolineato, resta un nodo centrale e irrisolto.

In conclusione, Palamara ha affrontato il tema del ruolo dei giudici, definendolo uno dei punti più delicati del sistema. In astratto, ha spiegato, i giudici sono chiamati semplicemente a interpretare e applicare la legge. Tuttavia, nella realtà, esistono posizioni latenti e tensioni strutturali che derivano dalla contrapposizione tra politica e magistratura.
Queste frizioni, ha concluso, finiscono per riflettersi inevitabilmente sul dibattito pubblico e sulle scelte legislative, rendendo ancora più complesso il percorso verso una riforma condivisa in materia di sicurezza.

Un quadro articolato e problematico, che evidenzia come il tema della sicurezza richieda non slogan, ma responsabilità, equilibrio istituzionale e un confronto serio e costruttivo tra tutte le componenti dello Stato

Ascolta ora il Podcast:

BUONGIORNO ITALIA | Intervista Luca Palamara
Puntata del 03/02/26
In primo piano

Collabora con noi

Promuovi il tuo business con noi!

Siamo proiettati al 100% verso il nostro pubblico che, ci segue e si fida per la nostra straordinaria capacità di scegliere i migliori partners sul mercato.

  • Seleziona categoria

  • Seleziona l'autore