“Venezuela, Trump e l’Europa: l’analisi dell’economista professor Fabio Verna, tra geopolitica ed economia globale”

L’intervento del professor Fabio Verna, economista e analista di geopolitica economica, nel corso della trasmissione Buongiorno Italia su Casa Radio, si colloca in una fase storica particolarmente delicata per gli equilibri economici e politici internazionali. L’analisi proposta da Verna parte dall’attualità diplomatica italiana per poi allargarsi ai grandi temi globali, mettendo in relazione economia, energia e geopolitica in un unico quadro interpretativo.

In apertura del collegamento, Verna ha voluto esprimere un sentito apprezzamento nei confronti del Governo italiano per la riuscita operazione diplomatica che ha portato alla liberazione di Alberto Trentini e di Mario, due cittadini italiani detenuti in Venezuela e finalmente rientrati in patria. Un risultato che, secondo l’economista, dimostra come la diplomazia resti uno strumento centrale anche in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti.

Il rientro dei due connazionali è avvenuto a bordo di un Falcon del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare, atterrato all’aeroporto militare di Ciampino, dove ad accoglierli erano presenti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a sottolineare l’importanza istituzionale della vicenda. Il cooperante veneto e l’imprenditore torinese hanno dichiarato di “essere stati trattati bene” durante la detenzione, contribuendo a riportare serenità dopo mesi di apprensione. Particolarmente significativo anche il gesto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha telefonato alla madre di Alberto Trentini condividendo con lei la gioia per una liberazione che arriva dopo un periodo di sofferenza. Il ministro Tajani ha inoltre ribadito l’impegno della Farnesina per ottenere la liberazione degli altri 24 detenuti politici italiani ancora reclusi nelle carceri venezuelane.

A partire da questo episodio, Verna ha allargato l’analisi alla situazione economica del Venezuela, definendola uno dei casi più emblematici di contraddizione tra risorse disponibili e condizioni reali del Paese. Con riserve petrolifere stimate in circa 300 miliardi di barili, il Venezuela detiene la maggiore dotazione di petrolio al mondo, una ricchezza che, in teoria, dovrebbe garantire sviluppo, stabilità e benessere. Tuttavia, la realtà è ben diversa. Il Paese continua a essere segnato da corruzione diffusa, criminalità, inefficienze strutturali e instabilità politica, elementi che ne frenano la crescita e scoraggiano gli investimenti.

Secondo l’economista, il paradosso venezuelano non risiede nella mancanza di risorse, ma nella loro gestione politica ed economica, che nel corso degli anni ha prodotto isolamento internazionale e perdita di fiducia. A ciò si aggiunge la difficoltà tecnica legata alla qualità del petrolio venezuelano, in gran parte pesante e complesso da raffinare, che richiede investimenti tecnologici e infrastrutturali importanti, oggi difficili da sostenere in un contesto economico fragile.

Nel suo intervento, Verna ha poi affrontato il tema dei cambiamenti geopolitici globali, soffermandosi in particolare sul ruolo degli Stati Uniti e del presidente Donald Trump. Secondo l’economista, oggi non è più possibile analizzare l’economia come se fosse legata esclusivamente ai confini di una singola nazione. L’economia moderna è un sistema globale, profondamente interconnesso, nel quale le decisioni politiche di una grande potenza producono effetti immediati su scala mondiale.

In questo contesto, Trump avrebbe scelto di mettere in discussione le politiche economiche degli ultimi venticinque anni, giudicate ormai insostenibili. Politiche che hanno favorito la globalizzazione e la delocalizzazione produttiva, ma che, nel lungo periodo, hanno contribuito a indebolire il tessuto industriale di molte economie occidentali, in particolare quella statunitense.

Un elemento centrale di questa svolta è rappresentato dall’enorme debito pubblico degli Stati Uniti, che ha superato i 36 mila miliardi di dollari. Secondo Verna, questo livello di indebitamento rappresenta una pressione costante sull’economia americana e rende necessario un cambiamento radicale di strategia. Da qui la volontà di rilanciare l’industria manifatturiera, considerata fondamentale per creare occupazione qualificata, rafforzare la classe media e ridurre la dipendenza economica dall’estero.

In questo quadro si inserisce anche l’attenzione di Trump verso il Venezuela e il regime di Nicolás Maduro. Secondo l’interpretazione di Verna, una linea dura nei confronti del governo venezuelano non risponde solo a logiche politiche o ideologiche, ma anche a interessi economici e strategici. Le immense riserve petrolifere del Paese sudamericano rappresentano infatti una risorsa chiave in un mondo in cui l’energia è tornata al centro delle dinamiche di potere globale. Anche se si tratta di un petrolio prevalentemente pesante e poco raffinato, resta comunque un asset strategico di enorme valore.

L’economista ha infine rivolto uno sguardo critico all’Unione Europea, evidenziando come l’Europa faccia fatica a reagire con la necessaria rapidità ai profondi cambiamenti in atto. Le difficoltà decisionali, le divisioni interne e la mancanza di una visione strategica condivisa rischiano di indebolire il ruolo europeo nello scenario internazionale. Mentre altri attori globali si muovono con decisione per ridefinire i propri interessi economici e geopolitici, l’Unione Europea appare spesso lenta e poco incisiva.

L’intervento del professor Fabio Verna si chiude con una riflessione di ampio respiro: economia e geopolitica sono ormai inseparabili. Le grandi scelte economiche sono sempre più condizionate da fattori strategici, energetici e politici, e il mondo sta entrando in una fase di profonda trasformazione degli equilibri globali. Comprendere queste dinamiche diventa essenziale per interpretare il presente e prepararsi alle sfide future, in un contesto internazionale in cui le certezze del passato lasciano spazio a nuovi scenari ancora in via di definizione.


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