Senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan e’ intervenuto nel Buongiorno Italia di Casa Radio ospite del direttore Giovanni Lacagnina per parlare del ruolo del Governo italiano per quanto riguarda l’Ucraina, con le frizioni all’interno della maggioranza per il ddl riarmo soprattutto con la Lega, la manovra con gli emendamenti e Atreju 2025.
Malan ha offerto una panoramica ampia e dettagliata delle principali questioni che stanno animando il dibattito politico italiano ed europeo, iniziando proprio dal conflitto in Ucraina. Ha ribadito con fermezza che il Governo italiano continua a lavorare a livello diplomatico per individuare ogni possibile strada verso una soluzione pacifica. Secondo il senatore, l’Italia ha dimostrato sin dall’inizio un forte impegno nella ricerca di una pace giusta e duratura, ma al tempo stesso non può permettersi di rinunciare al sostegno all’Ucraina finché l’aggressione militare russa prosegue. Malan ha spiegato che questa posizione non è dettata da automatismi ideologici, ma dal riconoscimento del fatto che un Paese europeo sotto attacco non può essere lasciato solo, perché ciò avrebbe conseguenze potenzialmente devastanti per la sicurezza di tutto il continente.
Entrando nel merito della frase pronunciata dalla Presidente Meloni riguardo alla proposta di pace avanzata da Donald Trump, Malan ha voluto chiarire che la Premier non intendeva esprimere un giudizio politico sulla figura di Trump, bensì rilevare un dato di fatto: in quasi quattro anni di conflitto, nessun altro leader ha formulato una proposta concreta, mentre l’Europa si è limitata a condannare, inviare armi e applicare sanzioni senza mettere in campo un vero percorso negoziale. In questo senso, ha osservato il senatore, anche una proposta discutibile ha un valore, perché riporta il tema della trattativa in un’agenda internazionale che finora ha privilegiato quasi esclusivamente l’aspetto militare dell’emergenza.
Il senatore di Fratelli d’Italia, ha poi posto l’accento sul rapporto storico con gli Stati Uniti, sottolineando come la cooperazione transatlantica rappresenti una base imprescindibile della politica estera italiana. Ha ricordato che la liberazione dell’Europa dal nazifascismo è stata possibile anche grazie all’intervento americano, e che per oltre quarant’anni gli USA hanno garantito la sicurezza del nostro continente durante la Guerra Fredda. Ha precisato che l’alleanza con Washington non va intesa come un rapporto di subordinazione, ma come un partenariato fondato su valori democratici condivisi, valori che né la Cina né altri attori internazionali possono offrire. Ha aggiunto che in un mondo in cui Pechino sta esercitando una crescente influenza economica e politica, è essenziale che l’Europa non si allontani dagli Stati Uniti, pena la perdita di autonomia strategica.
Sull’eventualità che Giorgia Meloni stia tentando di porsi come mediatrice tra Europa e Stati Uniti, Malan ha risposto che tale ruolo non solo è credibile, ma è già in atto. La Premier, ha detto, guida uno dei pochi governi stabili rimasti nel panorama europeo, mentre Francia, Germania e Spagna attraversano periodi di forte incertezza politica. In Francia il partito di Macron è sceso ai minimi, in Germania i socialdemocratici non sono più primi nei sondaggi e in Spagna la frammentazione parlamentare rende difficile ogni decisione. In questo scenario, l’Italia si trova nella condizione di poter offrire un punto di equilibrio, e Meloni – secondo Malan – ha dimostrato di avere sia la credibilità internazionale sia la determinazione per svolgere questo ruolo. Ha ricordato inoltre che la politica estera non è un capitolo separato dalla vita dei cittadini: l’aumento dei costi energetici, l’inflazione e molte difficoltà economiche degli ultimi due anni sono direttamente collegate alla guerra in corso.
Affrontando il tema delle tensioni interne alla maggioranza, soprattutto con la Lega, in merito al ddl riarmo e al nuovo decreto Ucraina, Malan ha adottato toni concilianti. Ha riconosciuto che all’interno di una coalizione ampia è inevitabile che emergano sensibilità diverse, soprattutto su temi complessi e delicati come il sostegno militare a un Paese in guerra. Tuttavia, ha ribadito che c’è ancora tempo per un confronto sereno in Parlamento e che l’obiettivo comune deve restare la difesa degli interessi nazionali. Ha poi aggiunto che l’Italia spera che la pace arrivi addirittura prima che il decreto debba essere approvato, ma se ciò non dovesse accadere, il Governo non potrà permettere che l’Ucraina venga lasciata sola.
Molto articolata è stata anche la parte dedicata alla legge di bilancio e agli emendamenti in discussione. Malan ha spiegato che il lavoro parlamentare sulla manovra non è un passaggio tecnico, ma un momento cruciale in cui si ascoltano le proposte dei gruppi parlamentari, si correggono eventuali errori e si trovano compromessi utili al Paese. Ha ricordato che uno dei temi più discussi riguarda gli affitti brevi, con la necessità di riequilibrare il sistema delle aliquote senza penalizzare chi mette in affitto la propria abitazione. Ha parlato anche delle compensazioni fiscali e della gestione dei dividendi, sottolineando come ogni correzione debba essere fatta tenendo conto dell’impatto reale sulle famiglie e sulle imprese. Ha specificato che un miliardo di euro, quando si tratta di bilancio pubblico, non è certo una cifra marginale e che ogni decisione deve essere ponderata con attenzione.
Sul fronte economico, Malan ha poi affrontato anche la questione delle riserve auree della Banca d’Italia, tema riemerso ciclicamente nel dibattito politico. Ha chiarito che le riserve appartengono al popolo italiano, mentre la Banca d’Italia ha solo il compito di custodirle e gestirle. Ha spiegato come questo patrimonio sia frutto del lavoro degli italiani a partire dagli anni ’40 e che, nonostante i cambiamenti economici e politici degli ultimi decenni, è rimasto sostanzialmente invariato. Ha aggiunto che l’idea di trasferire la gestione o la proprietà di queste risorse a organismi sovranazionali sarebbe inaccettabile, perché sottrarrebbe agli italiani un bene che appartiene loro e su cui devono poter continuare a esercitare un controllo, seppur indiretto, tramite le istituzioni nazionali.
Malan ha commentato anche il successo di Atreju 2025, manifestazione che ha definito un grande momento di partecipazione e confronto politico. Ha ricordato che la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, era stata invitata ma ha preferito non partecipare, mentre la sinistra sarà rappresentata da Paola De Micheli. Per Malan, il dialogo tra posizioni politiche diverse è sempre un fatto positivo, perché contribuisce a un dibattito più ricco e più utile al Paese. Anche quando ci si confronta con posizioni opposte, ha detto, il confronto resta parte essenziale della democrazia.
L’intervista si è chiusa con una riflessione più ampia sul ruolo dell’Italia nel mondo e sulla responsabilità della politica nel garantire stabilità interna e credibilità internazionale. Malan ha ribadito che l’Italia vuole la pace, sostiene l’Ucraina, difende i propri alleati e al tempo stesso lavora per tutelare i cittadini, l’economia e il patrimonio del Paese. Un equilibrio complesso, ma – secondo lui – l’unico possibile in un momento storico così delicato.









